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lunedì 9 marzo 2015

Corriere della Sera - 05/03/2015

Buongiorno!!!
Per iniziare bene la settimana vi segnaliamo l'articolo dedicato ad albergabici presente sul Corriere della Sera del 05/03/2015:
Alberghi da bici
Mille strutture a misura di turisti su due ruote. Le caratteristiche? Mappe dei migliori itinerari, kit base per le riparazioni, servizio noleggio o bike taxi e super colazioni
di Andrea Rinaldi
Non è la rivoluzione che sognava il generale Bartolomè Gaite in sella alla sua due ruote nel romanzo dello scrittore argentino Mempo Giardinelli, ma se ognuno di noi la usasse un po’ di più potrebbe sicuramente accorgersi del petrolio che giace nascosto nel nostro Paese e di cui parla sempre il ministro Dario Franceschini: il nostro paesaggio. Non a caso una ricerca dell’European House Ambrosetti per Confindustria Ancma ha stimato che pedalare lungo la rete delle ciclabili Bicitalia potrebbe generare un fatturato cicloturistico pari a 3,2 miliardi di euro l’anno.
Un click
A confermare che qualche timido passo in questa direzione «rivoluzionaria» si sta facendo è arrivato il nuovo sito Albergabici (www.albergabici.it), il motore di ricerca in tre lingue — italiano, inglese e tedesco — creato e gestito dalla Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). Pochi semplici clic per individuare fra 1.000 hotel, bed & breakfast, campeggi, ostelli e agriturismi, quello più adatto alle esigenze di chi vuole scoprire il Belpaese in sella. «L’Italia nel mondo della bicicletta sconta un ritardo culturale e politico che è cronico rispetto al resto d’Europa — scuote la testa Antonio Dalla Venezia, responsabile area cicloturismo della Fiab — l’idea di Albergabici ci è venuta perché, essendo viaggiatori a nostra volta, abbiamo visto che all’estero esistevano strutture organizzate, dove era possibile trovare un punto di riferimento». Per fare un esempio, l’omologa tedesca della Fiab, la Adfc (Allgemeiner Deutscher Fahrrad-Club), dieci anni fa aveva istituito lo stesso servizio e oggi è arrivata ad annoverare 5.000 strutture. Tutti gli alberghi «amici della bicicletta» devono offrire la possibilità di pernottare anche per una sola notte, visto che il cicloturismo si fa per lo più sostando lungo un tragitto; un luogo sicuro per il velocipede, ma anche per lavare e asciugare gli indumenti e le attrezzature tecniche; un kit base per le riparazioni; mappe dei migliori itinerari ciclabili della zona; indicazioni dei negozi di bici e officine specializzate nelle vicinanze; e proporre una sostanziosa colazione per affrontare la pedalata. Alcuni sono dotati pure di bici a noleggio e il portale consente di lasciare recensioni.
Il «pacchetto»
Roberto Astuni alle ruote e ai pedali non ci pensava nemmeno quando, nel 2010, prese in gestione con il cognato il «Bike hotel Alla corte» a Bassano del Grappa. «Il giorno dell’inaugurazione uno ci fa, “lo sapete che da qua passano 30-40 mila ciclisti l’anno?”. Io ero incredulo, ma quassù effettivamente c’è la ciclabile Trento-Bassano, allora ci siamo messi a studiare questo tipo di mercato». Tutt’intorno ci sono le ville palladiane da scoprire, il fiume Brenta, le colline del Prosecco: partito con 30 pacchetti turistici, il secondo anno Astuni ne ha organizzati 150, da aprile a fine maggio ha tutte e 32 le camere piene e i ciclisti che passano dalle sue parti sono diventati 300 mila. Oltre ai servizi obbligatori di Albergabici propone il «Taxi bike»: un’auto con carrello appendice per trasportare le bici fino in cima al Pordoi e per andare a prendere chi è stremato. «Quello che si trascura spesso, quando si affronta questo settore, è la visione del territorio: l’emozione ce l’hai quando stai immerso nel paesaggio, non quando torni in albergo e gonfi la bicicletta — osserva — e la bici è la cosa più innovativa nell’industria del turismo: l’agenzia Jonas a Vicenza, partita con la vela, oggi con le bici organizza oltre 1.000 pacchetti l’anno; Girolibero, sempre a Vicenza, noleggia di settimana in settimana 7.000 biciclette».
In 18 mila chilometri
La rete Bicitalia include, a oggi, 18 mila chilometri di strade ciclabili, di cui 10 mila già mappati, 18 itinerari e 50 «ciclovie di qualità». Tra queste ultime ad esempio c’è la ciclovia Destra del Po, che, partendo dal borgo di Stellata, dove si ammira la Rocca Possente, si immerge nell’oasi di Bosco di Porporana e termina a Gorino Ferrarese. Oppure la ciclovia dei Borboni, che dalla basilica di San Nicola di Bari conduce fino a Napoli, ma già nei soli primi 67 chilometri consente di godere dell’altopiano delle Murge e del parco nazionale dell’Alta Murgia. Oppure ancora la ciclovia Salaria, che sull’antica consolare romana guida da passo Corese, vicino a Rieti, a San Benedetto del Tronto incrociando Ascoli Piceno. Ci sono poi i trulli e i castelli Federiciani nella Val d’Itria, tra Cisternino e Alberobello e la 15 chilometri tra le colline e la riserva della val d’Anapo, nel Siracusano. Tra castelli, musei, oasi ed enogastronomia siamo insomma seduti su un tesoro, per dirla con Dalla Venezia. «Tutti elementi graditi a chi va in bicicletta — chiosa il responsabile Fiab —, uno studio dell’Allgemeiner Deutscher Fahrrad-Club dice che 5 milioni di tedeschi, che vanno in bici e pernottano almeno un giorno fuori, vogliono venire a fare cicloturismo in Italia. Non è, dunque, solo una questione di mercato interno». Ma forse di cominciare a unirsi a questa piccola rivoluzione sui pedali.
5 marzo 2015 | 23:43
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