Cycling & Blogging: welcome on board, sei entrato nel Blog ufficiale dell'Alexander Bike Hotel di Gabicce Mare!

mercoledì 16 ottobre 2019

Saluti & Bici from Canada!!!

Sandro is now enjoing a beauiful holiday in Canada with his family.
Yesterday he met our friends John and Jerry who visited us this year.
John and Jerry have guided Sandro for a great bike tour!

Guida: John and Jerry
Partenza: 15.00
Km: 50
Dislivello: 400
Velocità: 240/22 Km/h
Tour: Victoria Waterfront









martedì 15 ottobre 2019

La tua bicicletta è pronta per l’autunno?

In estate, soprattutto nelle città, moltissime persone usano quasi esclusivamente la bicicletta per spostarsi: sia per andare al lavoro che per il tempo libero. 
Non appena le temperature calano, molte biciclette vengono tuttavia riposte in cantina in attesa della primavera. Non deve però essere per forza così. Ecco qualche consiglio per pedalare in tutta sicurezza anche durante l’autunno e l’inverno.

Campanello e sellino non sono più legalmente obbligatori
L’ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali prevede che le biciclette idonee alla strada siano provviste di pneumatici gonfiati a dovere, due freni robusti, catarifrangenti con una superficie minima di dieci centimetri quadrati anteriori (bianchi) e posteriori (rossi) e catarifrangenti arancioni sui pedali. La sera, la notte e all’interno dei tunnel deve essere accesa una luce fissa anteriore (bianca) e posteriore (rossa). Luci aggiuntive, anche intermittenti, sono permesse. A partire dal 2017, campanello e sellino non sono più obbligatori e la vignetta per le biciclette è stata abolita nel 2012.
Durante le prime ore del mattino e di notte, il rischio di incidenti sulle strade svizzere è tre volte più elevato rispetto alle ore diurne. In caso di precipitazioni notturne, di neve o di controluce, il fattore di rischio è addirittura decuplicato. I vestiti dotati di catarifrangenti permettono agli altri utenti della strada di vedere i ciclisti anche nelle grigie mattinate autunnali. Se non avete vestiti con catarifrangenti, va benissimo anche il gilet riflettente dell’auto. In alternativa, è possibile acquistare a buon mercato fasce catarifrangenti da fissare sullo zaino, sulla borsa o sul sellino o da avvolgere ai polsi o alle caviglie. Foglie bagnate, brina e ghiaccio aumentano il rischio di cadute. Per questo motivo, durante la stagione fredda è particolarmente importante indossare il casco. Anche quest’ultimo dovrebbe essere dotato di bande catarifrangenti.

Migliore trazione grazie a una minore pressione degli pneumatici
Le muffole tengono sicuramente al caldo le mani ma possono essere un impedimento quando cerchiamo di azionare i freni o il cambio. Anche gli accumulatori delle e-bike sono sensibili al freddo e l’autonomia si riduce. Può essere d’aiuto coprire la batteria con un astuccio in neoprene. Le gomme della bicicletta devono essere sufficientemente profilate e se consumate devono essere immediatamente sostituite. Chi equipaggia gomme da corsa strette, durante i mesi autunnali e invernali dovrebbe sostituirle con pneumatici più larghi. Questi ultimi hanno un’aderenza migliore in caso di terreno bagnato o ghiacciato. Gli pneumatici più larghi sono particolarmente indicati per le e-bike poiché permettono una maggior forza motrice sulla carreggiata. Una leggera riduzione della pressione delle gomme offre una migliore trazione soprattutto sulle strade bagnate o sulla neve. 
Non è solo l’equipaggiamento a dover essere adattato alle basse temperature ma anche il modo di guidare. In autunno e in inverno occorre adottare uno stile di guida più lento e prudente rispetto alla stagione secca. Viaggiando più velocemente si suda e si rischia di raffreddarsi. Anche il rischio di incidenti aumenta con l’aumento della velocità. In curva è buona abitudine fissare il punto di uscita e diminuire la velocità per tempo per non scivolare. È inoltre importante saper ammettere con sé stessi quando le proprie capacità non sono più sufficienti a garantire un viaggio sicuro e optare per un'altra soluzione.
In caso di tempo umido, le gomme vanno pulite più spesso
Carreggiata bagnata, brina e fango mettono a dura prova la bicicletta. In autunno e in inverno devono quindi essere pulite più spesso rispetto ai mesi più caldi. In particolare, occorre pulire e ingrassare regolarmente la catena e il cambio. Nelle fredde notti autunnali, la bicicletta dovrebbe essere riposta in un locale riparato dal vento in modo che la sporcizia accumulata nei giorni precedenti non geli.




In Summer, especially in the cities, many people almost exclusively use the bicycle to get around: both for going to work and for leisure.

As soon as temperatures drop, many bicycles are nevertheless placed in the cellar awaiting spring. But it doesn't have to be this way. Here are some tips to ride safely even in the fall and winter.


Bell and saddle are no longer legally mandatory

The ordinance concerning technical requirements for road vehicles requires that bicycles suitable for the road are equipped with properly inflated tires, two sturdy brakes, reflectors with a minimum surface area of ​​ten square centimeters front (white) and rear (red) and reflectors orange on the pedals. In the evening, at night and inside the tunnels, a fixed front (white) and rear (red) light must be on. Additional lights, even intermittent, are permitted. Starting from 2017, the bell and saddle are no longer mandatory and the sticker for bicycles was abolished in 2012.

During the early hours of the morning and at night, the risk of accidents on Swiss roads is three times higher than during daylight hours. In case of night precipitation, snow or backlight, the risk factor is even increased tenfold. Clothes with reflectors allow other road users to see cyclists even in gray autumn mornings. If you don't have reflective clothing, the reflective vest of the car is also fine. Alternatively, it is possible to buy reflective bands on the backpack, on the bag or on the seat or to wrap around the wrists or ankles. Wet leaves, frost and ice increase the risk of falls. For this reason, wearing a helmet is particularly important during the cold season. Also the latter should be equipped with reflective strips.

Better traction thanks to less tire pressure

The muffles certainly keep their hands warm but can be an impediment when we try to operate the brakes or the gearbox. E-bike accumulators are also sensitive to cold and autonomy is reduced. It may be helpful to cover the battery with a neoprene case. The tires of the bicycle must be sufficiently profiled and if worn they must be replaced immediately. Those who equip narrow race tires during the autumn and winter months should replace them with wider tires. The latter have a better grip in case of wet or icy ground. The wider tires are particularly suitable for e-bikes as they allow greater driving force on the roadway. A slight reduction in tire pressure offers better traction, especially on wet roads or on snow.

It's not just the equipment that needs to be adapted to low temperatures but also the way to drive. In autumn and winter, it is necessary to adopt a slower and more prudent driving style than the dry season. By traveling faster you sweat and you risk getting cold. The risk of accidents also increases with the increase in speed. When cornering it is a good idea to set the exit point and decrease the speed in time to avoid slipping. It is also important to know how to admit to oneself when one's abilities are no longer sufficient to guarantee a safe journey and opt for another solution.

In wet weather, the tires should be cleaned more often

Wet road, frost and mud put a strain on the bike. In autumn and winter they must therefore be cleaned more often than in the warmer months. In particular, the chain and gearbox should be cleaned and greased regularly. On cold autumn nights, the bicycle should be stored in a room sheltered from the wind so that the dirt accumulated in the previous days does not freeze.

lunedì 14 ottobre 2019

Nespresso

Mentre i consumatori rivedono il proprio stile di vita alla luce della necessita di avere, tutti e subito, un minor impatto ambientale, le aziende si muovono di conseguenza, cercando di rendere più sostenibile il proprio prodotto, e soprattutto gli scarti.

È il caso di Nespresso, che deve risolvere il problema di come riciclare le capsule: il mercato delle macchinette da caffè in capsule generato 120mila tonnellate di rifiuti, tra cui capsule in plastica, in materiale biodegradabile e in alluminio.

Le capsule Nespresso, in alluminio, non possono essere riciclate in impianti normali e devono essere riconsegnate nei centri di riciclo presenti nei negozi del brand, dove vengono a loro volta ritirate da CiAl (Consorzio Imballaggi Alluminio) per essere smaltite separando l’alluminio dal caffè residuo, da reimpiegare come compostaggio per le coltivazioni di riso.

Ora l’azienda ha stretto una partnership con il produttore di biciclette svedese Vélosophy per realizzare una bicicletta a partire da 300 capsule di caffè riciclato.


couresy elledecor.it
While consumers revisit their lifestyle in light of the need to have, immediately, a lower environmental impact, companies move accordingly, trying to make their product more sustainable, and especially waste.

This is the case of Nespresso, which must solve the problem of how to recycle the capsules: the market for capsule coffee machines generated 120 thousand tons of waste, including plastic capsules, made of biodegradable material and aluminum.

Nespresso capsules, in aluminum, cannot be recycled in normal systems and must be returned to recycling centers located in the brand's stores, where they are in turn collected by CiAl (Aluminum Packaging Consortium) to be disposed of by separating aluminum from coffee residue, to be reused as composting for rice cultivation.


Now the company has partnered with the Swedish bicycle manufacturer Vélosophy to build a bicycle from 300 capsules of recycled coffee.

sabato 12 ottobre 2019

Véligo,

Nell'area parigina una nuova bicicletta elettrica, Véligo, blu-turchese, viene proposta in affitto a lungo termine, sei mesi. 
La condivisione delle bici elettriche è un mercato molto concorrenziale in Francia.

Véligo, proposto agli abitanti dell'Ile-de-France, viene usata per brevi tragitti urbani e dai turisti. Chi l'affitta deve custodirla presso di sé. 

Entro fine novembre 10 mila biciclette saranno disponibili e la regione spera di raddoppiare entro il 2020. Dopo la prenotazione su sito veligo-location fr. le biciclette sono recuperabili in uno dei 250 punti di ritiro, nei pressi degli uffici postali o nei parcheggi Urbis Parking. La pila della bici elettrica ha una autonomia di 70 chilometri e si ricarica con una semplice presa di corrente. Insieme alla bicicletta si possono noleggiare anche il casco, il seggiolino per il bambino e un mini casco per il trasportato.

I prezzi di noleggio, 40 euro al mese, manutenzione inclusa, sono interessanti se confrontati con il costo di una bicicletta elettrica, all'incirca 1.500 euro. Inoltre, metà della spesa può essere rimborsata dal datore di lavoro. 
Nella regione, chi vuole comprare una bici elettrica può ottenere un contributo di 500 euro. Le bici servono a ridurre la congestione del traffico. Gli utilizzatori sono responsabili della bicicletta noleggiata. In caso di furto dovranno pagare 1.200 euro. Fluow, l'operatore di Véligo, che riunisce La Posta, il gruppo di trasporto Transdev, lo specialista della manutenzione Vélogik e il fornitore di servizi Cyclez, propone un'assicurazione mensile.
Già 1.500 persone hanno presentato la pre-iscrizione.



In Paris a new electric bicycle, Véligo, blue-turquoise, is proposed for long-term rent, six months.

Sharing electric bikes is a very competitive market in France.

Véligo, proposed to the inhabitants of the Ile-de-France, is used for short urban journeys and by tourists. Whoever owns it must keep it with him.

By the end of November 10 thousand bicycles will be available and the region hopes to double by 2020. After booking on the veligo-location website fr. the bicycles can be recovered at one of the 250 collection points, near the post offices or in the Urbis Parking car parks. The electric bike battery has a range of 70 kilometers and can be recharged with a simple socket. Along with the bicycle, you can also rent a helmet, a child seat and a mini helmet for the transported person.

The rental prices, 40 euros per month, including maintenance, are interesting when compared with the cost of an electric bicycle, approximately 1,500 euros. Furthermore, half of the expense can be reimbursed by the employer.

In the region, those who want to buy an electric bike can get a contribution of 500 euros. Bikes are used to reduce traffic congestion. Users are responsible for the rented bicycle. In case of theft they will have to pay 1,200 euros. Fluow, the operator of Véligo, which brings together La Posta, the transport group Transdev, the maintenance specialist Vélogik and the service provider Cyclez, offers a monthly insurance.

1,500 people have already submitted the pre-registration.

venerdì 11 ottobre 2019

La storia della bici a Modena

"Bici davvero! Velocipedi, figurine e altre storie", un viaggio di due secoli nel mondo della bicicletta raccontato attraverso 350 pezzi, tra album e figurine. 

È la mostra presentata dal Museo della Figurina di Modena, una delle realtà istituzionali che fa parte di Fondazione Modena Arti Visive, da oggi 11 ottobre al 13 aprile 2020. 

La rassegna, curata da Francesca Fontana e Marco Pastonesi, con il patrocinio della Federazione Ciclistica Italiana, è un atto d'amore verso questo rivoluzionario mezzo di trasporto, simbolo di libertà. 

Il percorso espositivo si apre con la sezione più squisitamente storica che analizza l'evoluzione della bicicletta e celebra i suoi pionieri: a partire dal barone tedesco Karl Drais von Sauerbronn che nel 1817 inventò la Draisina, una 'macchina da corsa' spinta dalla sola forza delle gambe, passando per Pierre ed Ernest Michaux che negli anni 60 dell'800 applicarono i pedali alla ruota anteriore, fino alle rivoluzionarie e leggerissime biciclette in carbonio di oggi.


courtesy ansa.it



"Bike! Velocipedi, figurines and other stories", a journey of two centuries in the world of bicycles told through 350 pieces, including albums and figurines.

This is the exhibition presented by the Modena Figurine Museum, one of the institutional realities that is part of the Modena Visual Arts Foundation, from today 11 October to 13 April 2020.

The exhibition, curated by Francesca Fontana and Marco Pastonesi, with the patronage of the Italian Cycling Federation, is an act of love towards this revolutionary means of transport, a symbol of freedom.


The exhibition opens with the most exquisitely historical section that analyzes the evolution of the bicycle and celebrates its pioneers: starting from the German baron Karl Drais von Sauerbronn who in 1817 invented the Draisina, a 'racing machine' driven by strength alone of the legs, passing through Pierre and Ernest Michaux who in the 60's applied the pedals to the front wheel, up to the revolutionary and very light carbon bicycles of today.

giovedì 10 ottobre 2019

Strade sicure

Riportiamo un importante articolo di FIAB del 03 settembre 2019

"Da oggi progettare città "per tutti" diventa più facile. Sono state, infatti, pubblicate le nuove  linee guida per la progettazione di spazi pubblici della American Society for Landscape Architecture (ASLA): esempi di progettazione e buone pratiche per quartieri, strade, parchi e piazze, campi da gioco e giardini; uno strumento che rende più facile operare per i progettisti di tutte le discipline, pubblici e privati, e fa capire  agli amministratori eletti e a tutti i cittadini come deve, e può, essere uno spazio pubblico inclusivo e accessibile. E, cosa non meno importante, le linee guida sono un invito all'azione.

"Se vogliamo che tutti partecipino alla vita pubblica, dobbiamo progettare e costruire uno spazio pubblico inclusivo accessibile a tutti", evidenziano le linee guida. "La vita pubblica non può essere disponibile solo per i le persone giovani e in buona salute, escludendo chi ha una qualche disabilità".

Le linee guida di progettazione universale di ASLA considerano le disabilità fisiche come mobilità limitata, cecità e ipovisione, sordità e carenze dell'udito; persone con disturbi neuro-cognitivi come la demenza e la malattia di Alzheimer; quelli con disabilità neuro-evolutive, come l'autismo; e le persone anziane. ASLA definisce i contesti universali come accessibili, partecipativi, confortevoli, ecologici, prevedibili, multisensoriali, percorribili e prevedibili.

Gli spazi per la mobilità accessibile sono particolarmente importanti per garantire a tutti di vivere lo spazio pubblico come bene comune, perché le strade, e le infrastrutture in genere, sono fondamentali per il modo in cui le persone si spostano.

Il dibattito sull'equità e l'accessibilità nei contesti urbani si concentra spesso sul trasporto multimodale, come la ridistribuzione dello spazio sulle strade dominate dalle automobili per accogliere i pedoni, i trasporti pubblici e le piste ciclabili protette. Il concetto di "strade inclusive" - strade progettate per consentire un accesso sicuro a tutti gli utenti, compresi pedoni, ciclisti, automobilisti e cavalieri di transito di tutte le età e abilità - ha recentemente animato l'architettura del paesaggio e la pianificazione urbana.

Nel dibattito tecnico e scientifico si va sempre più affermando il concetto di "woonerfs" in stile olandese, cioè strade condivise, in cui pedoni, biciclette, scooter e automobili condividano tutti lo stesso spazio senza marciapiedi o corsie separate. D'altra parte numerosi studi evidenziano come dare priorità al libero flusso di persone porta a strade più sicure e accessibili a tutti.

Le numerose linee guida per l'accessibilità delle strade e degli spazi pubblici, come quelle dell'UNI, si concentrano soprattutto su elementi tecnici, come percorsi privi di ostacoli e rampe per l'accesso ai marciapiede, onde favorire la mobilità delle persone con disabilità fisiche, ma pur essendo utilissime non tengono conto della qualità dell'esperienza sensoriale o di quanto sia piacevole e arricchente l'uso di un luogo,e gli impatti sulle persone con disturbi sensoriali o mentali.

Le linee guida di ASLA individuano le strade accessibili a tutti come multimodali con ampi spazi pedonali che permettano alle persone su sedia a rotelle di transitare o sostare agevolemente e alle persone che usano il linguaggio dei segni di interfacciarsi e comunicare senza ostacolare il traffico pedonale. Il dominio dell'auto ha costretto i pedoni in una porzione relativamente piccola della strada, creando condizioni potenzialmente pericolose. I ciclisti devono coabitare con il traffico veicolare e dove esistono piste ciclabili spesso queste sono progettate e realizzate male e non hanno continuità.

In Europa le morti sulle strade urbane - nel periodo 2010-2017 - interessano, per il 70%, pedoni, ciclisti e motociclisti. Lo afferma uno studio dell'ETSC - European Transport Safety Council.

''Fino a quando le persone non si sentiranno sicure di camminare ed usare la bicicletta, molte di loro non saranno incoraggiate ad usare forme di trasporto più sostenibili" ha affermato Dovilè Adminaité-Fodor, autore dello studio.

Secondo uno studio condotto dal World Resources Institute, "un pedone ha una probabilità del 90% di sopravvivere se colpito da un veicolo che si muove a 30 chilometri all'ora . Questo diminuisce al 70 percento a 40 chilometri all'ora e meno del 20 percento a 50 chilometri all'ora.” Ridurre la velocità dell'auto è fondamentale per aumentare la sicurezza stradale per tutti.

Strade che incorporano infrastrutture verdi e separano in modo sicuro pedoni, ciclisti, veicoli e mezzi di trasporto, utilizzano strategie attive di progettazione stradale per ridurre il comportamento di guida spericolata, piuttosto che progettare intorno al guidatore più spericolato. Questo approccio comprende isole, alberature e vegetazione, restringimenti di carreggiata, ecc.,  per ridurre la velocità dei veicoli. Il "woonerf" olandese o la progettazione di strade condivise annullano volutamente la distinzione tra marciapiede e strada, costringendo tutti gli utenti, in particolare i conducenti, a rallentare e prestare maggiore attenzione.
L'integrazione delle persone con disabilità e considerazioni di progettazione universale nel processo di progettazione della strada garantiscono che questi spazi sociali da criticità diventino spazi di inclusività.

Strade, quindi, non più come esclusiva infrastruttura di mobilità veicolare motorizzata, ma come spazi di socializzazione, accessibili a tutti e condivisi dalle diverse tipologie di utenti: pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti; con una particolare attenzione per le persone con disabilità. E' questo il futuro delle nostre città."

mercoledì 9 ottobre 2019

martedì 8 ottobre 2019

Nuove regole per i ciclisti di NY

Patente e casco obbligatorio per chi va in bici, sono le nuove regole annunciate da sindaco di New York per contrastare gli incidenti stradali. Due delle proposte che fanno già discutere, parte del più ampio piano da 58 milioni di dollari per la sicurezza dei ciclisti proclamato da Bill de Blasio. “Diciassette ciclisti sono morti a New York dall’inizio dell’anno. – Ha dichiarato de Blasio – Abbiamo deciso di stanziare 58 milioni di dollari per rafforzare la sicurezza dei ciclisti”. Per fortuna tra le idee di de Blasio non si parla di assicurazione sulle bici. Ma è così difficile accettare l’obbligo del casco in bici? A quanto pare si.

Il piano per la sicurezza dei ciclisti a New York si basa fondamentalmente sulla realizzazione di piste ciclabili protette. Ma l’annuncio del sindaco di New York sull’obbligo del casco in bisi ha eclissato totalmente la rilevanza infrastrutturale del progetto. Al centro delle nuove regole annunciate da De Blasio c’è la distinzione delle corsie per bici e quelle per altri veicoli. Si partirà da Brooklyn, epicentro degli incidenti in cui sono morti più ciclisti.

LE PISTE CICLABILI PROTETTE A NEW YORK
La prima fase prevede la realizzazione di 30 miglia (circa 48 km) di piste ciclabili protette da barriere, evitando così i rischi delle piste ciclabili “aperte”.  Il piano per la sicurezza dei ciclisti prevede che entro il 2021 siano realizzate 90 miglia di piste. La parte del piano che ha ricevuto meno consensi è relativa al casco obbligatorio, spauracchio delle società di bike sharing. Secondo una portavoce di Citi Bike, tra i più grandi progetti di sharing, il nuovo obbligo non migliorerà la sicurezza dei ciclisti. I timori sono tutti nell’effetto disincentivante del casco e su come questo si rifletta sugli affari delle fiorenti società di bike sharing.

LE REGOLE IN BICI NON BASTANO, SERVE LA PATENTE
Alle critiche, il sindaco ha risposto che “dobbiamo pensare a ciò che è sicuro per le persone”. All’obbligo del casco in realtà si aggiunge anche la patente per bici. Un’idea che spesso è finita in disegni di legge mai approvati, ma non è mai andata oltre le regole che esistono già. Bisogna ricordare che anche le bici come altri mezzi di trasporto senza motore devono sottostare a un regolamento di circolazione ben preciso, vedi i monopattini elettrici a Milano. Peccato che spesso si arriva in sella alla ricerca di spensieratezza e con un approccio più ludico, friendly e non di rado “sregolato”.





License and helmet will be mandatory for those who go by bike, these are the new rules announced by the mayor of New York to combat road accidents. Two of the proposals that are already being discussed, part of the broader 58 million dollar plan for cyclist safety proclaimed by Bill de Blasio. "Seventeen cyclists have died in New York since the beginning of the year. - Said de Blasio - We have decided to allocate 58 million dollars to strengthen the safety of cyclists ". Fortunately, among de Blasio's ideas there is no mention of bike insurance. But is it so difficult to accept the obligation of a bicycle helmet? Apparently yes.

The plan for the safety of cyclists in New York is fundamentally based on the creation of protected cycle paths. But the announcement by the mayor of New York of the obligation to wear a helmet has completely eclipsed the infrastructural relevance of the project. At the center of the new rules announced by De Blasio is the distinction of bike lanes and those for other vehicles. We will start from Brooklyn, the epicenter of accidents in which more cyclists have died.

THE PROTECTED CYCLE PATHS IN NEW YORK

The first phase involves the construction of 30 miles (about 48 km) of bike paths protected by barriers, thus avoiding the risks of "open" cycle paths. The plan for the safety of cyclists foresees that by 2021 90 miles of slopes will be built. The part of the plan that received the least support is related to the mandatory helmet, bogeyman of the bike sharing companies. According to a Citi Bike spokesperson, one of the largest sharing projects, the new obligation will not improve cyclist safety. The fears are all in the disincentive effect of the helmet and how this is reflected in the affairs of the thriving bike sharing companies.


BIKE RULES DON'T STICK, NEED A LICENSE


To the criticisms, the mayor replied that "we have to think about what is safe for people". In addition, a bicycle license is also added to the helmet requirement. An idea that often ended up in bills never approved, but never went beyond the rules that already exist. It must be remembered that even bikes like other means of transport without an engine must be subject to precise traffic regulations, see electric scooters in Milan. It is a pity that one often comes to the saddle in search of carefree and with a more playful, friendly and often "unregulated" approach.

lunedì 7 ottobre 2019

Uber

Uber punta a diventare ecosistema: una sola app per auto, bici e cibo a domicilio.
Una sola app, tanti servizi.

Il gigante californiano della sharing economy, ha aggiornato la sua applicazione.
E lo ha fatto con la volontà di portare ogni sua attività sotto un'unica piattaforma.


Bella l'idea riguardante la sicurezza dei ciclisti: entro la fine di ottobre, i passeggeri di oltre 200 città in tutto il mondo riceveranno una notifica in-app quando vengono lasciati in prossimità di una corsia ciclabile. 
Questo promemoria aiuterà ad aumentare il livello di attenzione verso i ciclisti prima di aprire lo sportello.




Uber aims to become an ecosystem: a single app for cars, bikes and food at home.
One app, many services.

The California-based sharing economy giant has updated its application.
And it did so with the desire to bring all its activities under a single platform.


Nice idea concerning the safety of cyclists: by the end of October, passengers from over 200 cities around the world will receive an in-app notification when they are left near a cycle lane.
This reminder will help increase the level of attention given to cyclists before opening the door.

sabato 5 ottobre 2019

Biciclette in movimento tra forma e colore

Una riflessione esistenziale, sportiva e antropologica quella che offre l’artista Mauro Castellani che oggi sabato 5 ottobre inaugura la sua mostra “Biciclette in movimento tra forma e colore” alla Libreria Gioberti alle ore 17, via Gioberti, 37/a. 
Castellani espone quattordici fotografie di grande formato che privilegiano il colore e l’estetica, e sono una parte di una serie molto più ampia che indaga anche gli aspetti sociali, oltre che storici e sportivi, di questo mezzo a due ruote salva ambiente.
“Il mio amico Leonardo – dice l’artista – mi aveva chiesto di fotografare biciclette. Dopo i primi scatti incominciai a riflettere sulla storia e sulle storie che ruotano intorno a questa diffusissima compagna dell’uomo. Ne è nato un lavoro che ha considerato i differenti usi che se ne fanno e le cose, anche bizzarre, che si possono dire su di essa”.

An existential, sporting and anthropological reflection offered by the artist Mauro Castellani who inaugurates his exhibition "Bicycles in movement between shape and color" at the Gioberti Library at 5 pm, Via Gioberti, 37 / a.
Castellani exhibits fourteen large-format photographs that favor color and aesthetics, and are a part of a much broader series that also investigates the social, as well as historical and sporting, aspects of this environmentally friendly two-wheeler.
"My friend Leonardo - the artist says - asked me to photograph bicycles. After the first shots I began to reflect on history and the stories that revolve around this widespread companion of man. The result was a work that considered the different uses that are made of it and the things, even bizarre ones, that can be said about it ”.

venerdì 4 ottobre 2019

Assault Air Bike

L’Assault Air Bike, nuova tendenza del fitness già popolarissima a livello internazionale, è differente rispetto al ciclismo su strada o alla cyclette da palestra, perché utilizza un dispositivo che collega i pedali a una sorta di grossa ventola (tipo quella dei ventilatori domestici) che oppone, al lavoro delle gambe, la resistenza generata dall’aria attraverso le pale mano a mano che la velocità aumenta, così, più forte si pedala, più difficile e faticoso diventa pedalare.

noltre, mentre le gambe pedalano per tenere in funzione la ventola, la parte superiore del corpo, torace, schiena, braccia e addominali, mica è ferma. No, è alle prese con manubri che vanno spinti e tirati avanti e indietro in modo da generare ancor più potenza e velocità. Il risultato di tutto questo movimento? Un allenamento completo e una altissima quantità di calorie bruciate.

Con l’Air Bike si possono realizzare due tipologie di allenamento: la prova di resistenza, oppure (e ancor meglio), l’allenamento a intervalli ad alta intensità. È sicuramente un training impegnativo, ma ne vale la pena, per diversi motivi: aiuta a bruciare il grasso e a sviluppare la massa muscolare; è una sfida diversa dalle solite; rafforza la determinazione e il desiderio di superare i propri limiti e di non mollare; è un movimento senza impatto.

E per finire, se proprio, non siete ancora convinti: fa aria. E già, la ventola non vi farà sudare nonostante la fatica. Anzi, una bella brezza sosterrà l’intero allenamento.

Impossibile non provare.



The Assault Air Bike, a new trend in fitness that is already very popular internationally, is different from road cycling or gym bikes, because it uses a device that connects the pedals to a sort of big fan (like the one of the domestic fans) which opposes, to the work of the legs, the resistance generated by the air through the blades as the speed increases, thus, the stronger you pedal, the more difficult and tiring it becomes to pedal.

moreover, while the legs pedal to keep the fan running, the upper part of the body, chest, back, arms and abdominals, is not still. No, he is struggling with dumbbells that must be pushed and pulled back and forth in order to generate even more power and speed. The result of all this movement? A complete workout and a very high amount of calories burned.

With the Air Bike you can perform two types of training: the endurance test, or (and even better), high intensity interval training. It is certainly a challenging training, but it's worth it, for several reasons: it helps burn fat and develop muscle mass; it is a challenge different from the usual ones; strengthens the determination and desire to overcome one's limits and not to give up; it is a movement without impact.

And finally, if you are, you are still not convinced: it looks good. And already, the fan won't make you sweat despite the fatigue. Indeed, a nice breeze will support the whole workout.


Impossible not to try.

giovedì 3 ottobre 2019

Bike, bike, bike!!!

Non si tratta solo di mode: la bicicletta incontra sempre più estimatori anche per la comodità che offre il bike sharing. Dalle prime bici bianche in condivisione - sponsorizzate ad Amsterdam dal movimento anarchico Provo, alla metà degli anni Sessanta - fino all’app Movecoin (che per ogni chilometro percorso regala 10 centesimi virtuali da spendere in negozi convenzionati), nelle città si va su due ruote: esercizio ideale per allenare il fisico e per contribuire a rendere più verde il pianeta.

A Milano, per esempio, ogni giorno con le bici a noleggio pedalano 23 mila persone. Ma ci sono altre realtà virtuose che muovono i primi passi come Firenze, Torino e Catania, mentre Genova e Roma studiano bici elettriche per affrontare le strade più impervie. Il bike sharing salverà le città da smog e polveri sottili? Pare di sì. "A Milano ormai è così diffuso l’uso della bici che abbiamo in progetto di liberare il centro dal traffico privato entro il 2025/2030", dice Marco Granelli, assessore alla mobilità e all’ambiente della città meneghina. 
Nel capoluogo lombardo, il battesimo del bike sharing, BikeMi, è avvenuto nel 2010, magari prima timidamente, ma poi ha convinto larga parte della popolazione grazie anche al moltiplicarsi delle aree di parcheggio delle bici.

Il modello ispiratore è Parigi, città pioniera del fenomeno, che è diventata un riferimento per molte altre capitali del mondo. Qui, agli esordi del servizio, l’amministrazione aveva promesso una bici ogni cento abitanti, oggi conta 370 chilometri di piste ciclabili e 20.500 biciclette. Ma non solo: nella Ville Lumière ci sono quartieri importanti come Montmartre e Canal Saint-Martin che programmano fine settimana dove si può circolare solo pedalando, a piedi o sui roller. 
I motori sono banditi.



It is not just about fashions: the bicycle meets more and more admirers also for the convenience offered by bike sharing. From the first shared white bikes - sponsored in Amsterdam by the anarchist movement Provo, in the mid-sixties - up to the Movecoin app (which for every kilometer traveled gives 10 virtual cents to spend in partner shops), in the cities you go on two wheels : ideal exercise to train the body and to help make the planet greener.

In Milan, for example, 23,000 people cycle every day with rental bikes. But there are other virtuous realities that take their first steps like Florence, Turin and Catania, while Genoa and Rome study electric bikes to tackle the most inaccessible roads. Will bike sharing save cities from smog and fine dust? It seems so. "In Milan the use of bikes is so widespread that we are planning to free the center from private traffic by 2025/2030," says Marco Granelli, councilor for mobility and the environment of the city of Milan.

In the Lombard capital, the baptism of bike sharing, BikeMi, took place in 2010, perhaps before timidly, but then convinced a large part of the population thanks to the multiplication of bicycle parking areas.

The inspiring model is Paris, a pioneer city of the phenomenon, which has become a reference point for many other capitals of the world. Here, at the beginning of the service, the administration had promised a bike for every hundred inhabitants, today it has 370 kilometers of cycle paths and 20,500 bicycles. But not only: in the Ville Lumière there are important districts like Montmartre and Canal Saint-Martin that plan weekends where you can only ride by pedaling, on foot or on roller skates.


The engines are banned.

mercoledì 2 ottobre 2019

Trasloco in bicicletta

A Milano il trasloco si fa in bicicletta. È meno inquinante e può arrivare ovunque, nelle strade più strette e in quelle a traffico limitato. 
Tutto questo è possibile grazie a «Il Trasloco Balocco», una flotta di sette biciclette, dette cargo-bike, dotate di un ampio baule dove si può mettere praticamente qualunque cosa.

Cargo Bike sarà presentato nell’ambito del Milano Bike City, la rassegna dedicata al mondo delle due ruote in programma dal 14 al 22 settembre in varie location di Milano.
È un trasloco del tutto particolare, che si fa appunto sulle due ruote. Davanti alla bicicletta, al posto del tradizionale panierino c’è una grande scatola-cargo dove poter inserire di tutto. Nell’esperienza, già attiva di Cargo Bike, sono stato trasportati anche elettrodomestici pesanti come frigoriferi e lavatrici.
Certo la pedalata è più faticosa, ma sicuramente più ecologica. E non ci sono problemi di parcheggio. A pedalare sono i giovani di Cargo Bike, che vagano di casa in casa per traslocare gli oggetti delle persone.

Il curioso metodo milanese di trasloco è stato ideato dai due giovani Mattia Casagrande e Alessandro Ferrari.
: «Prima di andare al mare - raccontano - stavamo facendo programmazione per il mese di settembre. Pensavamo già quanto sarebbe stata dura riprendere la vita di tutti i giorni, dopo il periodo di vacanze all’estero e soprattutto dopo che quasi avevamo fatto l’abitudine ad una città “lenta”, una Milano che sembrava essersi addormentata ad inizio estate. La fine dell’anno scolastico e la calura di fine giugno avevano dato inizio al fuggi fuggi generale, aiutando a diminuire in piccola parte anche il problema del traffico in città. Che bella Milano con poche macchine e la possibilità di muoversi in spazi più ampi. È così che ci è venuta in mente l’iniziativa del trasloco in bici da proporre al nostro rientro, con lo scopo di illuderci di allungare il più possibile un periodo fatto anche di pedalate allegre e ritmi non imposti, ma voluti». E così il trasloco diventa slow, ecologico e senza stress, fatto a colpi di pedalate. Le biciclette possono essere noleggiate oppure si può noleggiare il pacchetto completo di bicicletta più conducente. Costo del noleggio 15 euro al giorno.

https://www.corriere.it


In Milan, the move is by bicycle. It is less polluting and can get anywhere, in the narrowest streets and in those with limited traffic.
All this is possible thanks to "Il Trasloco Balocco", a fleet of seven bicycles, called cargo bikes, equipped with a large trunk where you can put almost anything.

Cargo Bike will be presented at the Milan Bike City, the exhibition dedicated to the world of two wheels scheduled from September 14th to 22nd in various locations in Milan.
It is a very special move, which is done on two wheels. In front of the bicycle, instead of the traditional basket there is a large cargo box where you can put everything. In the experience, already active in Cargo Bike, I have also been transported heavy appliances such as refrigerators and washing machines.
Of course the ride is more tiring, but certainly more ecological. And there are no parking problems. Cycling is the young people of Cargo Bike, who wander from house to house to move people's objects.

The curious Milanese method of moving was conceived by the two young Mattia Casagrande and Alessandro Ferrari .: «Before going to the beach - they say - we were doing planning for the month of September. We were already thinking how hard it would be to resume the life of every day, after the period of holidays abroad and especially after we had almost made the habit of a "slow" city, a Milan that seemed to have fallen asleep at the beginning of summer. The end of the school year and the heat at the end of June had started the general stampede, helping to reduce the problem of traffic in the city to a small extent. What a beautiful Milan with few cars and the possibility of moving in larger spaces. This is how we were reminded of the initiative of moving by bike to be proposed to our return, with the aim of deluding ourselves of lengthening as much as possible a period made also of happy rides and rhythms not imposed, but wanted ». And so the move becomes slow, ecological and stress-free, done by pedaling. Bicycles can be rented or you can rent the complete bicycle package plus driver. Rental cost 15 euros per day.

martedì 1 ottobre 2019

Fancy Women Bike Ride



Quella che doveva essere una festa che abbraccia 120 città in giro per il mondo, la Fancy Women Bike Ride giunta quest’anno alla settima edizione ha riscontrato alcuni problemini.

Sabato 21 settembre alle 16.00 in Piazza Duomo si sono radunate 300 donne per chiedere maggiore spazio sulle strade e nella società, pronte a partire per una pedalata pacifica e festosa per le vie del centro cittadino.

La questura era però di altro avviso e, ha deciso di bloccare per un’ora la partenza.
Dopo un’ora di attesa e i cori delle partecipanti che esortavano la partenza scandendo “pedaliamo, pedaliamo”, con le prime gocce di pioggia è arrivato il via libera e il percorso alternativo.

Il serpentone colorato ha così driblato le solite auto incolonnate evitando luoghi ritenuti “sensibili” per poi sfociare, sotto una pioggia battente, all’Arco della Pace.

Si conclude con l’amaro in bocca, quindi, l’edizione milanese della pedalata più colorata del mondo, con la certezza sempre più radicata che a Milano le biciclette sono benvenute fin tanto che stanno nelle vetrine dei negozi e sui cartelloni pubblicitari, ma quando vanno in strada, diventano un problema che non si sa come gestire.

Fonte e foto: https://www.bikeitalia.it




What was supposed to be a party that spans 120 cities around the world, the Fancy Women Bike Ride, reached this year at its seventh edition, encountered some problems.

Saturday, September 21st at 4:00 pm in Piazza Duomo 300 women gathered to ask for more space on the streets and in society, ready to leave for a peaceful and festive ride through the streets of the city center.

However, the police was of another opinion and decided to block the departure for an hour.

After an hour of waiting and the choirs of the participants who exhorted the departure by chanting "let's pedal, we pedal", with the first drops of rain came the green light and the alternative route.

The colorful snake has thus drifted the usual cars in columns avoiding places considered "sensitive" and then flowing, under pouring rain, to the Arch of Peace.


The Milanese edition of the most colorful pedaling in the world concludes with a bitter taste, with the increasingly deep-rooted certainty that in Milan bicycles are welcome as long as they are in shop windows and on billboards, but when they go on the street, they become a problem that you don't know how to manage.

lunedì 30 settembre 2019

1 bici ogni 20 secondi

Una ogni venti secondi: a tanto ammonta la vendita in Italia di biciclette.
Un valore che dimostra la passione che i nostri connazionali ripongono nelle due ruote.
Secondo i dati di Ancma, infatti, lo scorso anno ne sono state comprate nel nostro paese quasi 1milione e 600mila, mentre 2.445.000 sono stati i pezzi prodotti complessivamente. La differenza netta è quindi superiore a 800mila unità, le quali hanno portato il valore positivo della bilancia commerciale a più 43milioni di euro rispetto al 2017.Il fenomeno del momento è l’e-bike, con una impetuosa crescita sia della produzione che della vendita, la quale mantiene la doppia cifra positiva di crescita a +16,8%, per un totale di 173.000 bici.
Gli italiani che hanno la passione sportiva per le due ruote usano la bici quasi tre volte alla settimana in media. Il 43% di questi ne possiede almeno 3 e quasi la metà provvede in autonomia alla manutenzione.Numeri che confermano questa passione, la quale si traduce in valore sia per le aziende produttrici sia per i territori che stanno investendo sempre di più in infrastrutture e marketing per attrarre il turismo su due ruote.

One every twenty seconds: the sale in Italy of bicycles amounts to so much.
A value that demonstrates the passion that our countrymen place in the two wheels.
According to Ancma data, in fact, last year almost 1 million and 600 thousand were bought in our country, while 2,445,000 pieces were produced altogether. The net difference is therefore over 800 thousand units, which brought the positive value of the trade balance to more than 43 million euros compared to 2017.The phenomenon of the moment is the e-bike, with an impetuous growth in both production and sales, which maintains the double positive growth figure of + 16.8%, for a total of 173,000 bikes.
Italians who have a passion for sport on two wheels use the bike almost three times a week on average. 43% of these own at least 3 and almost half of them provide maintenance independently.Numbers that confirm this passion, which translates into value both for the manufacturing companies and for the territories that are increasingly investing in infrastructure and marketing to attract tourism on two wheels.

domenica 29 settembre 2019

In bici a Capo Nord

Dopo 73 giorni di pedalate Tommaso Caracciolo ha raggiunto Capo Nord dopo essere partito lo scorso primo luglio da Milano.
Immensa la gioia per il 28enne andriese che ha portato a conclusione una esperienza voluta da tempo e che ora è diventata realtà grazie alla sua caparbietà. 
Sono 5 mila i km percorsi in sella alla sua bicicletta, tra difficoltà affrontate sempre con il sorriso.
«Ero emozionatissimo quando ho raggiunto il traguardo – racconta Tommaso Caracciolo - è scomparsa in un istante tutta la stanchezza ed ho iniziato ad urlare come un matto. Gioia allo stato puro, ridevo ed esultavo. Tutti i ricordi del viaggio in quegli ultimi metri hanno assunto un valore inestimabile ed hanno acquisito un senso tutte le pedalate sotto la pioggia e le giornate storte controvento e sotto le intemperie.
Un’emozione unica ed indimenticabile».
lagazzettadelmezzogiorno.it

After 73 days of cycling Tommaso Caracciolo reached the North Cape after leaving Milan on the first of July.
Immense joy for the 28 year old Andriese who brought to an end a long-desired experience that has now become a reality thanks to his stubbornness.
There are 5,000 km ridden on his bicycle, between difficulties always faced with a smile.
«I was very excited when I reached the finish line - says Tommaso Caracciolo - all fatigue disappeared in an instant and I started screaming like crazy. Pure joy, I laughed and exulted. All the memories of the journey in those last meters have taken on an inestimable value and have made sense all the rides in the rain and the crooked and windy days.
A unique and unforgettable emotion ".

sabato 28 settembre 2019

Puliamo il Mondo

Milano è stata protagonista sabato mattina 21 settembre della prima edizione ciclistica di «Puliamo il Mondo», in collaborazione con Milano Bike City, grazie alle bici elettriche BikeMi. 

Alla partenza alle ore 9.30 in Porta Romana i partecipanti hanno ricevuto un kit per la pulizia urbana, per poi percorrere un itinerario a tappe all’interno dello «smart district» disegnato dal progetto europeo Sharing Cities , attraverso il parco Ravizza, il parco delle Memorie Industriali, lungo la roggia Vettabbia, il quartiere Vigentino, Vaiano Valle, Chiaravalle, parco Vettabbia, quartiere Mazzini, Corvetto, fino all’arrivo al parco Porto di Mare a Rogoredo.

 Nella roggia Vettabbia sono stati recuperati diversi materiali ingombranti e 4 telai di biciclette. Al termine della pedalata è stato offerto un rinfresco con la collaborazione di Italia Nostra Milano e del circolo Legambiente Legambici.

I volontari di Legambiente e i cittadini hanno ripulito anche l’area del nuovo giardino condiviso di Greco realizzato nell’ambito del progetto Bing – Binari Greco. Mentre domenica protagonista sarà il quartiere Gratosoglio di Milano: grazie al circolo Legambiente Zanna Bianca, i volontari impegnati nella lotta al degrado urbano saranno invitati a ripulire via Rozzano, area dove sono presenti rifiuti abbandonati e discariche abusive.


cortesy of corriere.it
Milan was the protagonist Saturday morning 21 September of the first cycling edition of "Puliamo il Mondo", in collaboration with Milano Bike City, thanks to the BikeMi electric bikes.


At the departure at 9.30 am in Porta Romana the participants received a kit for urban cleaning, to then follow a route in stages within the "smart district" designed by the European project Sharing Cities, through the Ravizza park, the park of the Memories Industrial, along the Vettabbia canal, the Vigentino district, Vaiano Valle, Chiaravalle, Vettabbia park, Mazzini district, Corvetto, until the arrival at the Porto di Mare park in Rogoredo.

 In the Vettabbia canal have been recovered several bulky materials and 4 bicycle frames. At the end of the ride a refreshment was offered with the collaboration of Italia Nostra Milano and Legambici Legambiente.

Legambiente volunteers and citizens have also cleaned up the area of ​​the new Greek shared garden created as part of the Bing - Binari Greco project. While the protagonist will be the Gratosoglio district of Milan on Sunday: thanks to the Legambiente Zanna Bianca circle, the volunteers involved in the fight against urban decay will be invited to clean up via Rozzano, an area where there are abandoned waste and illegal dumps.