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sabato 14 febbraio 2026

Bici e baci. Storie d'amore e di pedale

Corridoi polverosi e strade di sassi, ragazzi di provincia timidi ma testardi, biciclette pesanti e rudimentali che sembrano più strumenti di fatica che mezzi di libertà. Volate a perdifiato per conquistare una tappa, un premio della montagna, un tubolare nuovo o un paio di calzoncini da corsa “di lana nera, con la scritta bianca sui bordi e la pelle di daino dentro”. Piccoli trionfi che significano il mondo in un’Italia degli anni Cinquanta, fatta di gesti semplici e sogni grandi.

Società ciclistiche dai nomi romanticamente improbabili – “Pedale Acquese”, “Edelweiss”, “U.S. Verolengo” – operavano in una geografia minore, tra località quasi nascoste e paesi che sembrano usciti da un’altra epoca. Qui il ciclismo non era solo uno sport: era amicizia, sfida, orgoglio, e ogni salita diventava un piccolo racconto di coraggio e determinazione.

Questi racconti leggeri, e al tempo stesso “corporei”, ci trasportano in un’Italia che sa ancora sorprendere con la sua dolcezza: una nazione affettuosa, semplice e con un cuore grande così, dove ogni pedalata era una conquista e ogni arrivo al traguardo una festa di colori, odori e sorrisi sinceri.




Dusty lanes and gravel roads, shy but stubborn provincial boys, heavy and rudimentary bicycles that feel more like instruments of toil than vehicles of freedom. Racing at full speed to win a stage, a mountain prize, a new tubular tire, or a pair of cycling shorts “in black wool, with white edging and chamois leather inside.” Small victories that meant the world in 1950s Italy, a country of simple gestures and big dreams.

Cycling clubs with romantically improbable names – “Pedale Acquese,” “Edelweiss,” “U.S. Verolengo” – thrived in forgotten corners, in towns that seem to belong to another era. Here, cycling was more than just a sport: it was friendship, challenge, pride, and every climb became a story of courage and determination.

These light yet vivid stories transport us to an Italy still capable of surprising with its warmth: affectionate, simple, and with a heart as big as the country itself, where every pedal stroke was a conquest, and every finish line a celebration of colors, scents, and genuine smiles.

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