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venerdì 5 ottobre 2018

Le 98 ragioni per cui vado in bicicletta




Cosa c’è di più irresistibile di una bicicletta lanciata a tutta velocità, mentre sfreccia silenziosa all’alba, o al tramonto, in salita o in discesa, sospinta dal vento o costretta ad arrancare contro la pioggia, su una strada asfaltata o sul bagnasciuga in una giornata di inverno?
Martin Angioni non ha dubbi. 
La bicicletta – il ritmo meccanico delle pedalate, il respiro misurato e costante, i muscoli che si tendono… –  è un piacere perfetto e insostituibile, una passione da coltivare ogni giorno, chilometro dopo chilometro, per anni. Neppure nei momenti più stressanti o complicati della sua vita, quando lavorava a New York o a Parigi, Angioni ha mai rinunciato a veleggiare «sopra il maelstrom di macchine» in sella a una Trek, a una Cinelli da corsa, o su uno dei pesanti vélib’ in affitto nella capitale francese.
Un libro insolito, in cui lo sguardo felice e allenato di Angioni sembra scoprire a ogni pagina un motivo in più per saltare in sella.
La bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, infatti, “la bicicletta che è stata la presenza costante di una vita, da un certo punto in avanti si è trasformata in una ‘macchina ermeneutica’, in un formidabile strumento di conoscenza e interpretazione. O meglio, lo era sempre stata, ma non me ne ero mai veramente accorto, avendola avuta come compagna sin dalla giovane età. Avevo goduto dei suoi frutti da bambino, senza mai domandarmi da dove venissero. Averla ritrovata dopo tanti anni, e con lei l’esperienza consapevole della pratica sportiva e agonistica, la volontà di raggiungere progressivamente traguardi sempre più importanti a dispetto dell’età, hanno fatto sì che la bicicletta sia diventata un toccasana, una bacchetta magica, la sfida per eccellenza nel viaggio che già di per sé è la vita: un viaggio all’interno del viaggio, alla scoperta di esperienze mai fatte, di idee mai pensate, che non si trovano in alcun libro e possono solo essere empiriche e personali…”.

mercoledì 3 ottobre 2018

Milano Ride


Il 30 settembre si è svolta la 2° edizione della Milano Ride che ha trasformato la città nella capitale del ciclismo metropolitano. 

Una corsa in bicicletta su strada competitiva caratterizzata da un percorso piatto e veloce di 100 km che ha interessato le città e i comuni a ovest di Milano con arrivo in V.le Boezio, zona quartiere CityLife Shopping District.





Una sfida tra cicloamatori e ciclosportivi organizzata da radio Deejay, in collaborazione con Comune di Milano che ha contato più di 2.000 iscritti.

Tra i 2.000 iscritti c'erano anche i nostri fantastici amici in sella al loro tandem. che hanno chiuso il percorso in 3 ore e 30!!!!!! FANTASTICI!!!!!






Sabato 22 ha fatto da apripista la 
 la Tweed Ride, una pedalata non competitiva di pochi chilometri e aperta anche ai ciclisti dotati di una bici da passeggio organizzata dall’Associazione Culturale Spirito del Tempo di Pescara. La Tweed Ride è una gara che premia il miglior look maschile e quello femminile, la bici più bella ma anche la torta più buona. Perché non c’è pedalata senza pic-nic che a Milano si è tenuto a Parco Sempione. Il ricavato degli eventi Tweed Ride è devoluto in beneficienza per la lotta contro il cancro.

photo di Andrea Romagnoli







martedì 2 ottobre 2018

I ciclisti sono più intelligenti e fighi della media

Riportiamo questo delizioso articolo di Bikeitalia.
"Questo è il risultato di uno studio psicologico condotto dall’associazione Mindlab. Obiettivo dello studio commissionato dalla British Heart Foundation era esaminare l’approccio a livello subconscio da parte della popolazione britannica nei confronti dei praticanti di differenti attività sportive e a emergere è soprattutto che i ciclisti sono considerati del 13% più intelligenti e “fighi” della media e del 10% più caritatevoli.
Circa un quarto delle persone intervistate (23 per cento) ha detto che preferirebbe frequentare un ciclista piuttosto che altri sportivi e, in generale, circa la metà ha riferito di sentirsi maggiormente attratti dagli sportivi  che dalle celebrità. Sorprendente è stato invece un altro risultato: il 63% degli intervistati ha confessato il proprio amore nei confronti delle tutine attillate in Lycra.
Il trend potrebbe essere in parte il risultato dei recenti successi dei ciclisti britannici, come Bradley Wiggins e Chris Froome, vincitori rispettivamente del Tour de France e degli ultimi giochi olimpici.
Il neuropscihiatra David Lewis ha così commentato i risultati: “i Test di Associazioni Implicite (IAT) sono in grado di rivelare quello in cui le persone credono realmente. Questa metodologia consente infatti di penetrare i valori delle persone evitando il loro desiderio di conformarsi alle opinioni degli altri. Questi risultati indicano che noi vediamo i ciclisti come portatori di valori dei quali i ciclisti possono essere fieri“.
A conclusione dei risultati emerge che un terzo degli intervistati (32%) ritiene importante l’attività fisica del partner al momento di ricercare un nuovo amore."

We report this delicious article of Bikeitalia.
"This is the result of a psychological study conducted by the Mindlab association.The aim of the study commissioned by the British Heart Foundation was to examine the subconscious approach by the British population towards practitioners of different sports activities and it is above all that the cyclists are considered 13% more intelligent and "cool" than the average and 10% more charitable.
About a quarter of the people interviewed (23 percent) said they would prefer to go to a cyclist rather than other athletes and, in general, about half reported feeling more attracted to athletes than to celebrities. Another result was surprising: 63% of the interviewees confessed their love for the tight-fitting Lycra suits.
The trend could be partly the result of recent successes of British cyclists, such as Bradley Wiggins and Chris Froome, winners respectively of the Tour de France and the last Olympic Games
The neuropscihiatra David Lewis has commented the results: "Implicit Associations (IAT) tests are able to reveal the one in which people really believe. This method allows in fact to penetrate the values ​​of people avoiding their desire to conform to the opinions of others. These results indicate that we see cyclists as carriers of values ​​that cyclists can be proud of "
At the end of the results it emerges that one third of the interviewees (32%) consider the physical activity of the partner to be important when looking for a new love. "

lunedì 1 ottobre 2018

In Olanda la pista ciclabile fatta con gli scarti della plastica


500.000 bottigliette riciclate in 30 metri di pista su cui pedalare. Si chiama PlasticRoad la prima ciclabile realizzata con uno dei materiali più inquinanti della Terra recuperato e riusato. Per il 70% è fatta di quella stessa plastica che ormai ha invaso terra e oceani con 8,3 miliardi di tonnellate di rifiuti. La ciclabile "sostenibile" è stata inaugurata a Zwolle, nel Paese delle due ruote, dove è stata installata in poco tempo grazie alla sua struttura modulare.

A presentare il progetto pilota, prova su strada, i due creatori Anne Koudtaal e Simon Jorritsma, che a nome dell'azienda di infrastrutture stradali Kws ne hanno illustrato lo sviluppo dal 2013 a oggi. "Un grande passo verso la sostenibilità", hanno dichiarato soddisfatti. I moduli, cavi all'interno così da poter ospitare il passaggio di tubi o sensori che controllino lo stato e la temperatura della superficie - sono stati studiati per avere una durata tre volte tanto quella di una pista ciclabile tradizionale. Anche il peso del materiale stesso, risulta quattro volte più leggero di quello che viene in genere utilizzato per rivestire percorsi ciclabili.

Il nuovo tappeto rosso è il frutto di migliaia di bottigliette di plastica riciclate, è permeabile ed elimina il problema delle buche e dei dissesti che l'asfalto produce nel tempo. Anche se gli scettici temono la dispersione di particelle di plastica dovuta a calore e usura.

L'azienda produttrice, insieme a Wavin e Total, ha annunciato che la prossima PlasticRoad sarà installata a novembre a Overijssel e presenterà dei miglioramenti rispetto a quella appena inaugurata.






500.000 recycled bottles in 30 meters of track on which to pedal. PlasticRoad is called the first bicycle path made with one of the most polluting materials of the Earth recovered and reused. For 70% it is made of the same plastic that has now invaded land and oceans with 8.3 billion tons of waste. The "sustainable" cycle path was inaugurated in Zwolle, in the country of two wheels, where it was installed in a short time thanks to its modular structure.



The two creators, Anne Koudtaal and Simon Jorritsma, presented the pilot project, a road test, which on behalf of the Kws road infrastructure company illustrated its development from 2013 to the present. "A big step towards sustainability", they declared satisfied. The modules, cables inside so as to be able to accommodate the passage of pipes or sensors that control the state and the temperature of the surface - have been designed to have a three times as long duration as that of a traditional cycle path. Even the weight of the material itself is four times lighter than what is generally used to cover cycle paths.



The new red carpet is the result of thousands of recycled plastic bottles, is permeable and eliminates the problem of holes and disruptions that the asphalt produces over time. Although skeptics fear the dispersion of plastic particles due to heat and wear.


The company, together with Wavin and Total, has announced that the next PlasticRoad will be installed in November in Overijssel and will present improvements compared to the one just inaugurated.