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venerdì 30 settembre 2022

Civitanova Bike Festival

Nasce quattro anni fa con l’intento di coniugare la promozione del territorio con un turismo di tipo naturalistico, formativo e ovviamente legato alla cultura della bicicletta.

Un evento fatto di convegni, incontri, dibattiti, laboratori, escursioni e pedalate per la città, che hanno lo scopo di raccogliere in un unico luogo tutte le esperienze legate al mondo bike, e di portarle in un percorso narrativo sul cicloturismo che possa offrire spunti di riflessione e soluzioni in grado di contrastare i cambiamenti climatici e creare consapevolezza nelle persone.

Un festival che, con il coordinamento delle istituzioni e delle associazioni di categoria, ha lo scopo di valorizzare i contesti territoriali, creare dibattito e confronto tra i massimi esponenti del settore e migliorare tutta la micro e macro economia che ruota attorno al turismo sulle due ruote. 

…senza dimenticare la convivialità, il divertimento e gli spettacoli!

Infatti, in questi tre giorni di festival si susseguiranno eventi, gimkane e attività per bambini, punti ludici per tutti, aperibike, spettacoli di freestyle e il magico punto fotografico Gipsy della fotografa Monica Palloni, con il suo furgoncino Volkswagen Romeo.

E per finire, una collaborazione con ITS Turismo Marche – scuola ad alta formazione post diploma che vedrà studenti provenienti da tutta la regione impegnati nell’organizzazione e nella copertura mediatica dell’evento – e un gemellaggio con il Napoli Bike Festival. Perché il coinvolgimento di più attori rappresenta appieno lo spirito di un’iniziativa corale che vuole parlare a tutti.



It was born four years ago with the aim of combining the promotion of the area with a naturalistic, educational tourism and obviously linked to the culture of cycling.

An event made up of conferences, meetings, debates, workshops, excursions and rides around the city, which aim to collect in one place all the experiences related to the world of biking, and to bring them into a narrative path on cycle tourism that can offer insights of reflection and solutions capable of combating climate change and creating awareness in people.

A festival that, with the coordination of institutions and trade associations, aims to enhance the territorial contexts, create debate and comparison between the leading exponents of the sector and improve the whole micro and macro economy that revolves around tourism on two wheels .

… Without forgetting the conviviality, the fun and the shows!

In fact, in these three days of festival there will be events, gymnastics and activities for children, play areas for everyone, aperibike, freestyle shows and the magical Gipsy photo point by photographer Monica Palloni, with her Volkswagen Romeo van.

And finally, a collaboration with ITS Turismo Marche - a post-graduate high-level training school that will see students from all over the region involved in the organization and media coverage of the event - and a twinning with the Napoli Bike Festival. Because the involvement of several actors fully represents the spirit of a choral initiative that wants to speak to everyone.


giovedì 29 settembre 2022

New rules

  In Inghilterra i ciclisti potrebbero presto essere soggetti alle stesse regole degli automobilisti in seguito ad una serie di proposte di legge, in attesa di approvazione nel Regno Unito.

Infatti, secondo quanto riferito dai media del paese potrebbero addirittura arrivare a dover circolare con una targa e l’assicurazione, per non parlare dei limiti di velocità che dovranno rispettare, esattamente come le auto. Il cambiamento è stato fortemente richiesto da alcuni funzionari governativi dopo che nel paese è letteralmente esploso il fenomeno del ciclismo.

Le nuove leggi potrebbero, inoltre, prevedere il ritiro dei punti dalla patente in caso di infrazione e multe salate per aver superato i limiti di velocità o essere passati con il semaforo rosso. L’assicurazione, potrebbe servire nel caso in cui i ciclisti più spericolati investano o feriscano i pedoni. Le vittime potrebbero, in questo modo, chiedere almeno un risarcimento. Le nuove proposte di legge fanno riferimento anche a delle penalità per chi viene sorpreso in sella ad una bicicletta in stato di ebrezza.

Il segretario ai trasporti inglese Grant Shapps ha spiegato che il cambiamento delle regole mira a porre fine a una scappatoia legale “arcaica” che attualmente prevede che i ciclisti possano rimanere in carcere per un massimo di due anni, anche dopo aver ucciso un pedone. Scrivendo sul Daily Mail, Shapps ha detto: “propongo assolutamente di estendere le restrizioni dei limiti di velocità anche ai ciclisti. Questo deve avvenire in particolare sulle strade dove il limite massimo è di 20 chilometri orari”.

“Non voglio impedire alle persone di andare in bicicletta, è un modo fantastico di muoversi. Abbiamo assistito ad un vero e proprio boom del ciclismo durante il Covid. Da allora, penso che questo abbia avuto diversi benefici in termini di salute. Ma non vedo alcun motivo per il quale i ciclisti devono infrangere le leggi stradali, devono accelerare, devono passare con il rosso e farla sempre e comunque franca”, ha concluso.







In England, cyclists may soon be subject to the same rules as motorists following a series of bills pending approval in the UK.

In fact, according to reports from the country's media, they may even have to drive with a license plate and insurance, not to mention the speed limits that they will have to respect, just like cars. The change was strongly requested by some government officials after the phenomenon of cycling literally exploded in the country.

The new laws could also provide for the withdrawal of points from the driving license in the event of infringements and high fines for exceeding the speed limits or passing with a red light. Insurance could be useful in the event that the most reckless cyclists run over or injure pedestrians. Victims could, in this way, ask for at least compensation. The new bills also refer to penalties for those caught riding a bicycle in a state of intoxication.

British Transport Secretary Grant Shapps explained that the rule change aims to end an "archaic" legal loophole that currently provides for cyclists to remain in jail for up to two years, even after killing a pedestrian. Writing in the Daily Mail, Shapps said: “I definitely propose to extend the speed limit restrictions to cyclists as well. This must happen in particular on roads where the maximum limit is 20 kilometers per hour ”.

“I don't want to stop people from cycling, it's a great way to get around. We have seen a real boom in cycling during Covid. Since then, I think this has had several health benefits. But I don't see any reason why cyclists have to break the road laws, they have to accelerate, they have to go red and always get away with it, ”he concluded.

mercoledì 28 settembre 2022

Imprevisti

 

Ecco i principali imprevisti per i cicloturisti e alcuni suggerimenti su come comportarsi per affrontarli al meglio.

FORATURE
La madre di tutti gli imprevisti in bici: una ruota bucata quando meno ve lo aspettate, magari quando siete lontani dai centri abitati o mentre il sole tramonta e parecchi chilometri vi separano dalla tappa programmata. Non si tratta di un inconveniente serio o di difficile soluzione, ma è necessario sapere cosa fare e avere i giusti strumenti per risolvere in breve tempo l’emergenza. Per questo motivo è importante avere a disposizione le chiavi per smontare la ruota, un kit di riparazione della camera d’aria, se non direttamente una di ricambio, leve per togliere i copertoni e una pompa per bici. In commercio inoltre esistono prodotti in grado di offrire una soluzione temporanea, risolvere momentaneamente il problema per permettere al cicloturista di sottrarsi da una situazione scomoda, come le bombolette gonfia e ripara.

ROTTURE MECCANICHE
Usura, percorsi lunghi, talvolta accidentati e un carico importante nei punti nevralgici della bici che si protrae per lungo tempo: sono questi gli elementi che concorrono in maniera determinante a provocare la rottura delle parti meccaniche del vostro mezzo. Cavetti e tacchetti dei freni, pedali e raggi sono tutti elementi che possono rompersi e per i quali è bene avere appresso un ricambio e le apposite chiavi per intervenire. Tra gli elementi maggiormente soggetti a imprevisti quando si va in bici troviamo, inoltre, la catena, elemento fondamentale che necessita di un apposito kit per la riparazione, composto da smagliacatena, pinza e maglie di ricambio che vi consentiranno di risolvere un contrattempo altrimenti davvero fastidioso.

MALTEMPO
Tra gli inconvenienti per i cicloturisti, quelli legati alle condizioni meteo sono sicuramente i più complessi da risolvere, poiché non sono controllabili. Un’attenta programmazione e un abbigliamento tecnico in grado di proteggere dagli agenti atmosferici possono però essere due buone soluzioni per ridurre al minimo i fastidi legati a questa eventualità. Una tappa lunga o che attraversa aree montane può infatti esporre a bruschi cambi climatici, pioggia e forti venti. Individuare in anticipo possibili rifugi o luoghi adatti a ripararsi diventa fondamentale, almeno quanto avere con sé impermeabili, giacche antivento e un cambio da tenere asciutto grazie a borse a tenuta stagna.

FASTIDI FISICI
L’esposizione al sole, al vento, alla pioggia sono situazioni che se gestite in maniera superficiale possono rischiare di far concludere in anticipo la vacanza. Ma pedalare per ore ed ore, un giorno dopo l’altro, espone a problematiche di altra natura, come dolori ed infiammazioni al sottosella, indolenzimento dei muscoli delle gambe, delle spalle e delle braccia, dolori al collo, callosità o piccole piaghe alle mani. Si tratta di inconvenienti che per un cicloturista possono diventare davvero fastidiosi: un kit di farmaci e prodotti come creme idratanti, antinfiammatori e multivitaminici, possono contribuire in maniera fondamentale a riprendere la marcia ogni giorno con rinnovato vigore.

CAMBI DI PERCORSO
Una perturbazione in arrivo sul vostro percorso, un cantiere stradale, la presenza di cani apparentemente aggressivi e nessun proprietario in vista in un sentiero di campagna: sono solo alcuni dei piccoli e grandi imprevisti in bicicletta cui un cicloturista potrebbe dover far fronte. In questi casi è importante avere la possibilità di affidarsi a percorsi alternativi che consentano di evitare un eccessivo prolungamento del tragitto e permettano di arrivare a destinazione o di scegliere una meta di emergenza. Spesso la differenza tra un piccolo contrattempo e un problema di difficile soluzione è offerta dalla qualità dei dispositivi con i quali si è scelto di viaggiare. Software costantemente aggiornati, funzioni di navigazione, mappe chiare e facilmente leggibili e batterie con grande autonomia sono elementi irrinunciabili nella scelta degli strumenti cui affidarsi.



Here are the main unexpected events for cyclists and some suggestions on how to behave to deal with them in the best possible way.

PERFORATIONS
The mother of all the unexpected on a bike: a punctured wheel when you least expect it, perhaps when you are far from inhabited centers or while the sun sets and several kilometers separate you from the planned stage. This is not a serious problem or difficult to solve, but you need to know what to do and have the right tools to quickly resolve the emergency. For this reason, it is important to have the keys to remove the wheel, a repair kit for the inner tube, if not a replacement directly, levers to remove the tires and a bicycle pump. There are also products on the market that can offer a temporary solution, temporarily solve the problem to allow the cyclist to escape from an uncomfortable situation, such as inflating and repairing cans.

MECHANICAL BREAKDOWNS
Wear, long journeys, sometimes bumpy and an important load in the key points of the bike that lasts for a long time: these are the elements that contribute significantly to causing the mechanical parts of your vehicle to break. Brake cables and cleats, pedals and spokes are all elements that can break and for which it is good to have a spare part and the appropriate keys to intervene. Among the elements most subject to unforeseen events when riding a bike we also find the chain, a fundamental element that requires a special repair kit, consisting of a chain tool, caliper and spare links that will allow you to solve an otherwise really annoying setback. .

BAD WEATHER
Among the inconveniences for cyclists, those related to weather conditions are certainly the most complex to solve, as they are not controllable. However, careful planning and technical clothing that can protect against atmospheric agents can be two good solutions to minimize the hassles associated with this eventuality. A long stage or one that crosses mountainous areas can in fact expose you to sudden climate changes, rain and strong winds. Identifying in advance possible shelters or suitable places to shelter becomes essential, at least as much as having raincoats, windproof jackets and a gear to keep dry thanks to waterproof bags.

PHYSICAL DISEASES
Exposure to the sun, wind and rain are situations that, if managed superficially, can risk making the holiday end early. But pedaling for hours and hours, day after day, exposes you to other problems, such as pain and inflammation in the saddle, pain in the muscles of the legs, shoulders and arms, neck pain, calluses or small sores on the hands. . These are inconveniences that can become really annoying for a cyclist: a kit of drugs and products such as moisturizers, anti-inflammatory creams and multivitamins can contribute in a fundamental way to getting back on track every day with renewed vigor.

COURSE CHANGES
An incoming disturbance on your route, a road construction site, the presence of apparently aggressive dogs and no owners in sight on a country path: these are just some of the small and large unforeseen cycling events that a cyclist might have to face. In these cases it is important to be able to rely on alternative routes that allow you to avoid an excessive extension of the journey and allow you to arrive at your destination or choose an emergency destination. Often the difference between a small setback and a difficult problem is offered by the quality of the devices with which you have chosen to travel. Constantly updated software, navigation functions, clear and easily readable maps and batteries with great autonomy are essential elements in choosing the tools to rely on.

martedì 27 settembre 2022

Le 4 città del mondo più impegnate per favorire ciclisti e pedoni

Saranno la maggiore attenzione all’ambiente e/o il bisogno di tornare in salute stimolato dalla pandemia ma moltissime persone stanno preferendo sempre più la mobilità a piedi o in bicicletta. Anche i sindaci e le sindache di alcune città hanno spinto in questa direzione, complici i lockdown, hanno approfittato per ripensare alla loro urbanistica e ad ampliare le piste ciclabili.

Per andare al lavoro, per fare attività fisica o semplicemente per poter passeggiare in sicurezza, le piste ciclabili sono la soluzione perfetta, anche per dare un’alternativa a impatto zero a cittadini e cittadine che altrimenti in loro assenza si devono muovere forzatamente con mezzi inquinanti a motore.

Ed è la BBC ad aver pubblicato una breve lista con le città che più di tutte hanno ampliato negli ultimi anni la loro rete ciclabile e pedonale: sono 4 città che nel mondo spiccano per il loro impegno ed una è in Italia.


La prima citata è Parigi, la capitale francese che ancor prima dell’arrivo della pandemia si era impegnata a rendere le proprie strade più a misura di pedoni e di ciclisti. Già nel 2016 le banchine inferiori che corrono lungo la Senna sono state completamente pedonalizzate, ma nel 2020 con la nuova sindachessa Anne Hidalgo la città ha beneficiato di ulteriori cambiamenti.

“Vivo a Parigi da 14 anni e posso affermare con sicurezza di non aver mai assistito a una trasformazione più grande in tutta la città di quella avvenuta di recente per incoraggiare i ciclisti. La bellezza di muoversi a piedi a Parigi è più apprezzata dai tempi del Covid“, ha affermato Kathleen Peddicord, fondatrice di Live and Invest Overseas. “I trasporti pubblici sono stati vietati per molto tempo ed anche l’obbligo delle mascherine li ha resi più scomodi. Quindi, più persone hanno iniziato a muoversi a piedi“.

Inoltre, si prevede di aggiungere altri 180 km di piste ciclabili e 180.000 parcheggi per biciclette entro il 2026. Non solo, nel piano ci sono anche 170.000 alberi da piantare per ridurre il caldo estivo e permettere a pedoni e ciclisti di continuare a muoversi così anche nei periodi più caldi.

Bogotà, così come la Colombia in generale, è una città amante delle biciclette e già prima della pandemia la rete ciclabile si estendeva per 550 km. Complice il fatto che il ciclismo è lo sport nazionale, i cittadini e le cittadine della capitale sudamericana hanno apprezzato di molto l’aggiunta di ulteriori 84km di piste ciclabili nel 2020 da parte della sindaca Claudia Lopez.

“Negli ultimi anni la città ha iniziato a sviluppare una notevole atmosfera come quelle di Amsterdam e Copenaghen“, ha affermato Alex Gillard, fondatore del blog Nomad Nature Travel che ha anche vissuto a Bogotá. “Ci sono così tante biciclette per le strade a tutte le ore del giorno, è piuttosto stimolante“.

Altro intervento ciclo-friendly è il divieto per le auto a circolare in alcune aree delle città nei giorni festivi, restituendo le strade a ciclisti, pedoni e runner.

L’Italia, dopo la Cina, è stato uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia e la situazione dei mezzi pubblici sovraffollati non aiutava. Tra le alternative, anche il nostro Paese ha pensato di incrementare i chilometri delle piste ciclabili per poter dare un’alternativa alle persone che non potevano o volevano spostarsi con le auto o i mezzi pubblici.

Una città italiana tra tutte però ha apportato i più grandi cambiamenti: Milano.
Nell’estate 2020, il capoluogo lombardo ha intrapreso un piano ambizioso per ampliare i marciapiedi e le piste ciclabili lungo 35 km di strade precedentemente incentrate sul traffico automobilistico.

“Non è la Milano di 10 anni fa che mi ricordo durante i miei giorni universitari”, ha detto Luisa Favaretto, fondatrice del sito Strategistico. “Adoro il concetto di città dei 15 minuti [lo stesso di Parigi, che prevede che una persona possa fare tutto entro 15 min da casa], ed ho visto una crescita del senso di comunità del “vecchio mondo”, poiché ci sono più ragioni per stare all’aperto e incontrarsi negli spazi comuni”.

Il quartiere di Milano per eccellenza per quanto riguardano le aree pedonali e quelle verdi è CityLife. “È pieno di spazi verdi pubblici insieme a tonnellate di piste ciclabili e offre uno sguardo al futuro di una Milano sostenibile“, ha affermato Favaretto.


Slow Street, così si chiama il programma che San Francisco ha messo a terra durante la pandemia con il quale ha ridotto il limite di velocità delle auto e incrementato le piste ciclabili, così da aumentare la sicurezza di pedoni, runner, ciclisti etc.

Secondo i dati raccolti, grazie a Slow Street il traffico automobilistico si è ridotto del 50% e nei giorni feriali quello pedonale è aumentato del 17% e quello ciclistico del 65%.

Anche se c’è ancora molto da fare per trasformare San Francisco in una città veramente pedonale, la storia mostra che si può fare. Una delle zone più percorribili della città – l’Embarcadero lungo il lungomare – era un tempo un’autostrada fino a quando un terremoto del 1989 l’ha resa inagibile per i veicoli.

Delle scelte importanti che tutte le città del mondo dovrebbero prendere in considerazione e attuare, anche perché, come dice uno studio pubblicato su Science Direct, se preferita tutti i giorni la bici può ridurre le emissioni fino all’84%.





It will be greater attention to the environment and / or the need to return to health stimulated by the pandemic but many people are increasingly preferring mobility on foot or by bicycle. Even the mayors and mayors of some cities have pushed in this direction, thanks to the lockdowns, they took the opportunity to rethink their urban planning and to expand the cycle paths.

To go to work, to do physical activity or simply to be able to walk safely, cycle paths are the perfect solution, also to give a zero-impact alternative to citizens who otherwise in their absence have to move forcibly with polluting means. motor.

And it is the BBC that has published a short list with the cities that most of all have expanded their cycle and pedestrian network in recent years: there are 4 cities that stand out in the world for their commitment and one is in Italy.


The first mentioned is Paris, the French capital which, even before the arrival of the pandemic, was committed to making its streets more suitable for pedestrians and cyclists. Already in 2016 the lower quays that run along the Seine were completely pedestrianized, but in 2020 with the new mayor Anne Hidalgo the city benefited from further changes.

“I have lived in Paris for 14 years and I can confidently say that I have never seen a greater transformation across the city than recently to encourage cyclists. The beauty of walking in Paris has been most appreciated since Covid, ”said Kathleen Peddicord, founder of Live and Invest Overseas. "Public transport has been banned for a long time and even the obligation to wear masks has made them more uncomfortable. Hence, more people have started to move on foot “.

In addition, it is planned to add another 180 km of cycle paths and 180,000 bicycle parking spaces by 2026. Not only that, in the plan there are also 170,000 trees to be planted to reduce the summer heat and allow pedestrians and cyclists to keep moving as well. in the hottest periods.

Bogota, like Colombia in general, is a bike-loving city and even before the pandemic the cycle network stretched for 550 km. Thanks to the fact that cycling is the national sport, the citizens of the South American capital greatly appreciated the addition of an additional 84km of cycle paths in 2020 by the mayor Claudia Lopez.

“In recent years the city has started to develop a remarkable atmosphere like those of Amsterdam and Copenhagen,” said Alex Gillard, founder of the Nomad Nature Travel blog who also lived in Bogotá. "There are so many bikes on the streets at all hours of the day, it's pretty exciting."

Another cycle-friendly intervention is the ban on cars to circulate in some areas of the cities on public holidays, returning the roads to cyclists, pedestrians and runners.

Italy, after China, was one of the countries most affected by the pandemic and the situation of overcrowded public transport did not help. Among the alternatives, our country has also decided to increase the kilometers of cycle paths in order to be able to give an alternative to people who could not or wanted to travel by car or public transport.

One Italian city among all, however, has brought about the biggest changes: Milan.
In summer 2020, the Lombard capital embarked on an ambitious plan to expand sidewalks and cycle paths along 35 km of roads previously focused on car traffic.

“It's not the Milan of 10 years ago that I remember during my university days,” said Luisa Favaretto, founder of the Strategistico website. “I love the concept of the 15-minute city [the same as Paris, which requires one person to do everything within 15 minutes of home], and I've seen an increase in the sense of 'old world' community, as there are more reasons to be outdoors and meet in common areas ".

The district of Milan par excellence as far as pedestrian and green areas are concerned is CityLife. "It is full of public green spaces along with tons of cycle paths and offers a glimpse into the future of a sustainable Milan," said Favaretto.

Slow Street, this is the name of the program that San Francisco grounded during the pandemic with which it reduced the speed limit of cars and increased cycle paths, so as to increase the safety of pedestrians, runners, cyclists, etc.

According to the data collected, thanks to Slow Street car traffic has decreased by 50% and on weekdays pedestrian traffic has increased by 17% and cycling by 65%.

While there is still a long way to go to make San Francisco a truly pedestrian city, history shows it can be done. One of the most accessible areas of the city - the Embarcadero along the waterfront - was once a highway until an earthquake in 1989 made it unusable for vehicles.

Important choices that all cities in the world should consider and implement, also because, as a study published in Science Direct says, if preferred every day, the bike can reduce emissions by up to 84%.