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mercoledì 25 febbraio 2026

Sicurezza stradale: una proposta di legge per proteggere chi pedala e cammina

Sempre più italiani scelgono di muoversi a piedi o in bici: secondo ISFORT, oltre il 28% degli spostamenti quotidiani avviene già in modalità attiva. Ma sicurezza e infrastrutture restano il vero punto critico.

Per rispondere a questa esigenza, la deputata Valentina Ghio ha presentato una nuova proposta di legge sulla mobilità attiva, sviluppata insieme a FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

Cosa cambia davvero

La proposta introduce un cambio di prospettiva chiaro: al centro ci sono pedoni e ciclisti, gli utenti più vulnerabili della strada.

Tra le novità principali:

  • Gerarchia della mobilità: chi guida veicoli più pesanti o veloci ha maggiore responsabilità in caso di incidente (salvo prova contraria).

  • Più spazio e sicurezza:

    • marciapiedi larghi almeno 2 metri

    • distanza minima di 1,5 m nel sorpasso delle bici

  • Strade più sicure:

    • attraversamenti pedonali rialzati più facili da realizzare

    • obbligo di sensori per angoli ciechi sui mezzi pesanti

  • Fondo nazionale: 300 milioni di euro per sostenere la mobilità attiva

  • Nuova governance: nasce il CIPOMA per coordinare le politiche a livello nazionale

Non solo regole: serve un cambio culturale

La proposta punta anche su educazione e comunicazione:

  • campagne sulla sicurezza stradale

  • promozione della mobilità sostenibile

  • obbligo di messaggi responsabili nella pubblicità delle auto

Perché è importante

Come sottolinea FIAB, ridurre incidenti e mortalità passa da una parola chiave: prevenzione.
Meno velocità, più spazio sicuro e città progettate per le persone possono rendere bici e cammino scelte quotidiane — non rischiose.


Courtesy of https://fiabitalia.it/


Road safety: a new law to protect cyclists and pedestrians

More and more Italians are choosing to walk or cycle. According to ISFORT, over 28% of daily trips already happen through active mobility—but safety and infrastructure are still major challenges.

To address this, MP Valentina Ghio has introduced a new mobility bill, developed in collaboration with FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

What’s changing

The proposal puts vulnerable road users—pedestrians and cyclists—at the center.

Key measures include:

  • Mobility hierarchy: drivers of heavier or faster vehicles bear greater responsibility in crashes (unless proven otherwise)

  • Safer infrastructure:

    • sidewalks at least 2 meters wide

    • minimum 1.5 m overtaking distance for cyclists

  • Safer streets:

    • easier installation of raised crosswalks

    • blind-spot sensors required for heavy vehicles

  • National fund: €300 million to support active mobility

  • New governance: creation of CIPOMA to coordinate policies

Beyond rules: a cultural shift

The proposal also focuses on awareness and education:

  • road safety campaigns

  • promotion of sustainable mobility

  • responsible messaging in car advertising

Why it matters

As FIAB highlights, reducing road collisions starts with prevention.
Lower speeds, safer urban design, and more space for people can make cycling and walking everyday choices—not risky ones.

martedì 24 febbraio 2026

24. 02. 2026


Km: 80
Dislivello: mt 858
Velocità: 20/24 Tour: Cattolica - Gabicce - Pesaro - Fano - S. Maria dell'Arzilla - Mombaroccio - Monteciccardo - Trebbio - Montecchio - Tavullia - S Giovanni in Marignano - Cattolica




sabato 21 febbraio 2026

La rivoluzione della lentezza

 Negli ultimi anni, la bicicletta sta vivendo una vera e propria rinascita. Sempre più persone riscoprono il piacere di muoversi sulle due ruote, non solo come attività sportiva, ma soprattutto come mezzo di trasporto urbano sostenibile. Si apre così una nuova stagione per la mobilità: dal predominio incontrastato dell’automobile, stiamo finalmente passando a un modello intermodale e attento all’ambiente.

Il nostro viaggio ripercorre la storia della mobilità ciclistica in Italia negli ultimi settant’anni. Dalla quasi totale scomparsa della bicicletta dalle strade, durante il boom economico, fino al dibattito odierno sul suo ruolo nella città contemporanea, passando per la prima riscoperta del mezzo a due ruote negli anni Ottanta. È una storia fatta di declino e rinascita, che parla non solo di trasporti, ma anche dei costumi, delle paure e delle speranze degli italiani.

Una storia di ritardi culturali, certo, ma anche di resilienza: perché ogni pedalata racconta un pezzo dell’Italia contemporanea. In sella alla bici, ripercorriamo la storia di un Paese che, tra ostacoli e opportunità, non ha mai smesso di guardare avanti.




In recent years, the bicycle has been experiencing a true renaissance. More and more people are rediscovering the joy of two wheels—not just as a sport, but as a sustainable way to get around the city. This marks a new era in mobility: moving from the long-standing dominance of cars to a more integrated, environmentally conscious system.

Our journey traces the history of cycling mobility in Italy over the past seventy years. From the near disappearance of bicycles from city streets during the economic boom, to today’s debates about their role in urban life, with the first major revival taking place in the 1980s. It’s a story of decline and resurgence, reflecting not only transport trends but also the habits, fears, and hopes of Italians.

A story of cultural delays, yes, but also of resilience: because every pedal stroke tells a part of contemporary Italy. On two wheels, we explore a country that, despite obstacles, has never stopped looking forward.