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mercoledì 4 febbraio 2026

CURIOSITÀ SUL CICLISMO CHE PROBABILMENTE NON CONOSCEVI

Il ciclismo è uno sport unico, emozionante e profondamente coinvolgente per chi lo vive ogni giorno. La bicicletta diventa un’estensione del corpo: controllo totale, equilibrio, capacità di superare ostacoli e, allo stesso tempo, una fonte infinita di benefici fisici e mentali.

Ma il mondo della bici non è fatto solo di allenamenti e competizioni. È un universo ricco di storia, tecnologia, curiosità e sorprese, che spaziano dall’ingegneria alla sostenibilità, dalla salute all’economia.
Continua a leggere e scopri alcune curiosità sul ciclismo che ti sorprenderanno 👇


🚲 La prima bicicletta non aveva i pedali

La prima bicicletta della storia, chiamata Draisiana o macchina da passeggio, fu inventata nel 1817 dal barone tedesco Karl von Drais. Era interamente in legno e senza pedali: per avanzare bisognava spingersi con i piedi. Un’idea semplice, ma rivoluzionaria, che ha dato origine alla bici moderna.


🏆 Il Tour de France nasce… per vendere giornali

Il Tour de France, la corsa ciclistica più famosa al mondo, si disputò per la prima volta nel 1903. Fu ideato come strategia di marketing per aumentare le vendite del quotidiano sportivo francese L’Auto. Oggi è un evento leggendario seguito da milioni di appassionati in tutto il mondo.


⚡ Il ciclismo è uno degli sport più efficienti

La bicicletta è una delle macchine più efficienti mai inventate: permette di percorrere fino a cinque volte la distanza della camminata con la stessa energia. In più è silenziosa, sostenibile e non produce emissioni inquinanti.


💨 Record di velocità in bicicletta

Il record di velocità su bici appartiene a Denise Mueller-Korenek, che nel 2018 ha raggiunto l’incredibile velocità di 296 km/h. Il record è stato possibile grazie a un veicolo di supporto che creava un vuoto aerodinamico, riducendo drasticamente la resistenza dell’aria.


⛰️ Quando nasce la mountain bike

Il termine mountain bike si diffonde negli anni ’70 in California, quando alcuni ciclisti iniziarono a modificare le bici per affrontare discese sterrate e sentieri di montagna. Solo negli anni ’80 le aziende iniziarono a produrre MTB vere e proprie, con telai rinforzati e materiali innovativi.


🌱 Biciclette fatte con materiali insoliti

Oltre ad acciaio, alluminio e carbonio, esistono biciclette realizzate in bambù. Questo materiale è sostenibile, resistente e naturalmente flessibile. Alcuni brand lo promuovono come alternativa ecologica e sorprendentemente performante.


🧠 Il ciclismo migliora anche la salute mentale

Pedalare non fa bene solo al corpo. Il ciclismo riduce lo stress, migliora l’umore e aumenta l’autostima. Aiuta a liberare la mente, rafforza la concentrazione e contribuisce al benessere mentale, oltre ai classici benefici fisici.


🍝 Fino a 8.000 calorie al giorno

Durante grandi competizioni come il Tour de France, i ciclisti professionisti possono bruciare fino a 8.000 calorie al giorno. L’alimentazione diventa quindi fondamentale: carboidrati, integrazione, idratazione e timing dei pasti fanno la differenza tra arrivare al traguardo… o fermarsi prima.


💰 Il ciclismo fa bene anche all’economia

Nelle città bike-friendly, il ciclismo ha un impatto economico positivo. Chi si muove in bici tende a fermarsi più spesso nei negozi, bar e attività locali, favorendo il commercio di quartiere.


🌊 Esiste il ciclismo subacqueo

Sì, esiste davvero! Il ciclismo subacqueo prevede l’uso di biciclette modificate per pedalare sott’acqua. Più diffuso in ambito fitness è l’aquacycling, ottimo per migliorare resistenza cardiovascolare e tono muscolare con basso impatto sulle articolazioni.


🏠 Si può pedalare anche a casa

Il ciclismo può essere praticato ovunque: su strada, in montagna, in città… o a casa. Grazie ai rulli per bici (smart trainer, direct drive o roller), è possibile allenarsi in modo sicuro ed efficace anche indoor, risparmiando tempo e superando i limiti del meteo.

L’indoor cycling consente allenamenti più controllati, migliora forza, postura e resistenza aerobica, ed è perfetto per chi vuole massimizzare i risultati.




CYCLING FACTS YOU PROBABLY DIDN’T KNOW 🚴‍♀️

Cycling is a unique, exciting and deeply engaging sport. The bicycle becomes an extension of the body: balance, control, efficiency and freedom all in one movement.

But cycling isn’t just about training and racing. It’s a world full of history, innovation, health benefits and surprising facts. Let’s discover some cycling curiosities that might amaze you 👇


🚲 The first bicycle had no pedals

The first known bicycle, called the Draisine, was invented in 1817 by German baron Karl von Drais. Made entirely of wood, it had no pedals—riders pushed themselves forward with their feet. Simple, but revolutionary.


🏆 The Tour de France was created to sell newspapers

The Tour de France began in 1903 as a marketing strategy to boost sales of the French sports newspaper L’Auto. Today, it’s the most famous cycling race in the world.


⚡ Cycling is one of the most efficient sports

The bicycle is one of the most efficient machines ever created. It allows you to travel up to five times farther than walking using the same amount of energy—and produces zero emissions.


💨 The fastest speed ever on a bicycle

In 2018, Denise Mueller-Korenek set the cycling speed record at 296 km/h. This incredible feat was achieved using a support vehicle that reduced air resistance by creating an aerodynamic draft.


⛰️ The birth of mountain biking

The term mountain bike became popular in California during the 1970s, when riders modified bikes to handle steep dirt descents. In the 1980s, MTB production officially began with reinforced frames and advanced materials.


🌱 Bikes made from unusual materials

Some bicycles are made from bamboo, a sustainable, flexible and surprisingly strong material. These eco-friendly bikes are gaining popularity worldwide.


🧠 Cycling boosts mental health

Beyond physical fitness, cycling helps reduce stress, improve mood and increase self-confidence. It’s a powerful tool for mental well-being.


🍝 Pro cyclists can burn up to 8,000 calories a day

During events like the Tour de France, cyclists may burn up to 8,000 calories per day. Nutrition and hydration are crucial for performance and recovery.


💰 Cycling benefits local economies

In many cities, cycling has a positive economic impact. Cyclists are more likely to stop at local shops, cafés and businesses.


🌊 Yes, underwater cycling exists

Underwater cycling uses specially designed bikes submerged in water. A more common version is aquacycling, widely used for cardiovascular training and low-impact workouts.


🏠 You can cycle at home

Thanks to indoor trainers and smart rollers, cycling can be practiced at home efficiently and safely. Indoor cycling allows structured workouts, improves strength and endurance, and removes weather-related limitations.

martedì 3 febbraio 2026

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sabato 31 gennaio 2026

Biciclette Italiane

Quella di Biciclette Italiane è una storia lunga, nata quasi per istinto.

Dopo il libro realizzato con Bolis su Campagnolo – sulla scia del lavoro di Paolo Facchinetti – era già emersa un’idea: perché non raccontare i marchi italiani della bicicletta?
Non solo i grandi nomi, ma anche quei marchi “di secondo piano” che, in realtà, hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia del nostro ciclismo.

Cosa rende davvero speciali le biciclette italiane, tanto apprezzate all’estero?

Certo, ci sono i brand più famosi, ma ci sono anche gli artigiani. Uomini che, tra un cannello di saldatura e una lima, hanno inventato soluzioni grandi e piccole, spesso alla base delle biciclette moderne.
La voglia era proprio questa: raccontare quelle storie. E capire come, in alcuni casi, da una piccola officina siano nati marchi conosciuti in tutto il mondo.

La prima vera difficoltà è stata la selezione.

Insieme al direttore editoriale di Bolis, Gino Cervi — autentico angelo custode di questo progetto — ci siamo resi conto subito che un’enciclopedia dei marchi italiani sarebbe stata impossibile. Troppi nomi, troppe storie, troppo poco spazio per raccontarle davvero.

Abbiamo quindi fatto delle scelte: prima escludendo abbigliamento, calzature e accessori, poi concentrandoci su biciclette e componenti realmente significativi.

Anche la disponibilità del materiale ha avuto il suo peso. Molti marchi italiani, purtroppo, non possiedono archivi storici organizzati. Spesso è più facile trovare fotografie, cataloghi o telai dimenticati in giro per il mondo che nelle cantine delle aziende stesse. In alcuni casi la storia è andata persa nei passaggi di proprietà, sacrificata per fare spazio al presente.


Ed eccolo qui.

Biciclette Italiane racconta tante piccole avventure: alcune culminate nel successo, altre rimaste lungo la strada.
Storie di intuizioni geniali, di passione e di artigianato che hanno segnato il ciclismo agonistico del nostro passato, recente e meno recente.

Ogni marchio ha almeno due pagine dedicate; per quelli più importanti lo spazio cresce, lasciando posto a immagini storiche e biciclette a piena pagina.

Negli Stati Uniti, dove il libro è uscito in inglese con Velopress prima che in Italia, lo hanno definito “a coffee table book”: un libro da tenere a portata di mano, da sfogliare senza fretta.
Non un volume da leggere tutto d’un fiato, ma da vivere pagina dopo pagina.




Biciclette Italiane was born almost instinctively.

After working on a book about Campagnolo, the idea naturally emerged: why not tell the story of Italian bicycle brands?
Not only the famous names, but also the smaller ones — the workshops, the craftsmen, the innovators who shaped the soul of Italian cycling.

What does really makes Italian bicycles so admired around the world?

It’s not just the big brands. It’s also the artisans who, with a torch and a file, created ideas and solutions that still influence modern bicycles today.

The biggest challenge was choosing what to include.

Together with Bolis’ editorial director, Gino Cervi, we quickly understood that an encyclopedia was impossible. Too many brands, too many stories — and no space to tell them properly.

So we made choices, focusing on the most meaningful bicycle and component brands.
Another difficulty was archival material: many Italian companies no longer preserve their own history. Often, more documents can be found abroad than in the companies’ own basements.

This is the result.

Biciclette Italiane tells stories of passion, intuition and craftsmanship. Some ended in worldwide success, others slowly disappeared — but all helped shape Italian cycling culture.

Each brand has its own dedicated space, with historical images and full-page bicycles.

In the United States, where the English edition was published by Velopress before the Italian release, it was described as a coffee table book: not a book to read from start to finish, but one to browse slowly, page after page.