Cycling & Blogging: welcome on your finish line on the Adriatic Coast!!! sei entrato nel Blog ufficiale dell'Alexander Bike Hotel di Gabicce Mare!

lunedì 31 gennaio 2022

Truong Van Dao

Il processo di trasformazione ha richiesto circa una settimana di lavoro (e chissà quanti giorni di progettazione), e ha comportato una nutrita serie di modifiche alla bicicletta originale, a cominciare dal cambiamento nella geometria del telaio. Rimesse a nuovo le ruote, montato il motore elettrico in posizione centrale e la batteria nell’obliquo, Van Dao ha provveduto a realizzare - a mano - tutti i rivestimenti in legno, fino a ottenere l’impressionante risultato che potete vedere nelle immagini seguenti.
Tocco finale, il blocchetto d’accensione accanto allo stemma della casa.

La e-bike realizzata da Van Dao non è ovviamente in alcun modo ufficiale o autorizzata da Lamborghini, ma è sicuramente più economica delle biciclette elettriche realizzate dalla casa italiana, che ha presentato nel 2018 i suoi primi due modelli, Crosser e Sporter, esclusivi come le sue supercar: i prezzi partono da 15mila euro, a cui aggiungere - esattamente come per le auto - la personalizzazione del programma Ad Personam.

Non è la prima volta che Truong Van Dao si cimenta con il marchio di Sant’Agata Bolognese. O con un marchio automobilistico in generale, se è per questo. L’artista vietnamita gestisce infatti un canale YouTube molto popolare  dove realizza riproduzioni in miniatura molto fedeli di supercar e non solo.




The transformation process took about a week of work (and who knows how many days of design), and involved a large number of changes to the original bicycle, starting with the change in the geometry of the frame. Refurbished the wheels, mounted the electric motor in the central position and the battery in the oblique, Van Dao proceeded to create - by hand - all the wooden coatings, until obtaining the impressive result that you can see in the pics above. 
The final touch is the ignition switch next to the house emblem.

The e-bike made by Van Dao is obviously not in any way official or authorized by Lamborghini, but it is certainly cheaper than the electric bicycles made by the Italian company, which presented its first two models, Crosser and Sporter in 2018, exclusive as its supercars: prices start at 15 thousand euros, to which the customization of the Ad Personam program must be added - just like for cars.

It is not the first time that Truong Van Dao has tried his hand at the Sant’Agata Bolognese brand. Or with a car brand in general, for that matter. In fact, the Vietnamese artist runs a very popular YouTube channel where he creates very faithful miniature reproductions of supercars and more.

sabato 29 gennaio 2022

Ho voluto la bicicletta

 Quanti libri sulla bicicletta sono stati scritti da donne? Non mi sono presa la briga di contare, ma, nonostante la nuova ondata di volumi sulla metà rosa del ciclismo, sono senz’altro meno di quelli a firma maschile, il che mi rende particolarmente contenta. Dal 20 maggio 2021 è in libreria il mio Ho voluto la bicicletta, pubblicato con Vallardi. Un libro sulla bicicletta che ho scritto interamente in Puglia, nel 2020 della pandemia. Tra il mare, gli ulivi, le siepi di alloro e rosmarino e quell’odore di bucato spruzzato di salsedine che diffonde il maestrale, la scrittura è scaturita liscia e abbondante, pescando nella memoria, attingendo ai piccoli diari che, durante le mie passate uscite in bicicletta, avevo infilato nelle tasche posteriori delle maglie ciclistiche per prendere appunti. Sulle due ruote, dietro ogni curva, ogni volta si apriva uno spettacolo inatteso, un borgo, una foresta, una storia, un incontro. Il ritratto di un’Italia minuscola, non minore, percepita con il privilegio della lentezza, prendeva corpo gradualmente su quegli appunti a pedali che ho fortunatamente conservato.

Ho voluto la bicicletta racconta la mia trasformazione in blogger di bicicletta, per inanellare, con lievità e ironia, storie, curiosità e idiosincrasie ciclistiche di uomini e donne. Ho dedicato la parte più cospicua del libro a itinerari ciclistici che ho effettivamente percorso, per lo più in Italia, lunghi da 30 a oltre 100 km, ognuno con un tema o un’anima, scritti con un occhio alla narrazione del territorio, l’altro al mio vissuto personale e alle informazioni necessarie per poter ripercorrere il tracciato. 



How many bicycle books have been written by women? I didn't bother to count, but, despite the new wave of volumes on the pink half of cycling, they are certainly less than those signed by men, which makes me particularly happy. From 20 May 2021 my I wanted the bicycle, published with Vallardi, is in bookstores. A book on the bicycle that I wrote entirely in Puglia, in the 2020 of the pandemic. Between the sea, the olive trees, the laurel and rosemary hedges and that smell of laundry sprinkled with salt that diffuses the mistral, the writing flowed smoothly and abundantly, fishing in the memory, drawing on the small diaries that, during my past exits on my bicycle, I had slipped into the back pockets of my cycling jerseys to take notes. On two wheels, around every bend, each time an unexpected spectacle opened up, a village, a forest, a story, an encounter. The portrait of a tiny, no lesser Italy, perceived with the privilege of slowness, gradually took shape on those pedal notes that I have fortunately kept.

I wanted the bicycle tells of my transformation into a bicycle blogger, to ring, with lightness and irony, stories, curiosities and cycling idiosyncrasies of men and women. I dedicated the most conspicuous part of the book to cycling itineraries that I actually traveled, mostly in Italy, from 30 to over 100 km long, each with a theme or soul, written with an eye to the narration of the territory, the more to my personal experience and the information necessary to be able to retrace the route. 


venerdì 28 gennaio 2022

Tirreno - Adriatico 6° tappa



12 marzo, la sesta tappa della #TirrenoAdriatico sarà nella nostra provincia

La frazione da Apecchio a Carpegna di 213 km, la più lunga della Tirreno, sarà invece decisiva per gli uomini di classifica 

Tappa suddivisa in due parti. La prima ondulata quasi tutta a scendere verso la costa con una leggera risalita fino al primo passaggio sull’arrivo. La seconda costituita dal durissimo circuito finale del Cippo di Carpegna da ripetere due volte. 
Ultimi 3 km metà in discesa veloce e metà in salita. Ultimo km al 3% circa con breve spianata negli ultimi 400m. Arrivo su asfalto largo 7 m.

“Con salite brevi, tratti ripidi e a Carpegna il circuito finale che prevede due scalate del Cippo, salita storica per gli allenamenti di Pantani – prosegue Allocchio - da ripetere due volte, il circuito si compone della salita di 6 km con pendenze fino al 14% e della successiva discesa molto impegnativa”. 

Si passa per Piobbico, Bellaria, Acqualagna, Fermignano, Calmazzo, Fossombrone, Calcinelli, Saltara, Lucrezia, gpm a Mombaroccio, Pian di Dondola, Sant’Angelo in Lizzola, Bramante, Gallo, Trasanni, traguardo volante a Urbino, Casinina, Mercatale, Lunano, Frontino, Carpegna. 



March 12, the sixth stage of the #TirrenoAdriatico will be in our province

The 213 km fraction from Apecchio to Carpegna, the longest in the Tyrrhenian Sea, will be decisive for the men in the classification.

Stage divided into two parts. The first undulating almost all of it descends towards the coast with a slight rise up to the first passage on arrival. The second consists of the very hard final circuit of Cippo di Carpegna to be repeated twice.

Last 3 km, half downhill and half uphill. Last km at about 3% with a short clearing in the last 400m. Arrival on a 7 m wide asphalt.

"With short climbs, steep sections and in Carpegna the final circuit that includes two climbs of the Cippo, a historic climb for Pantani's training - continues Allocchio - to be repeated twice, the circuit consists of a 6 km climb with slopes up to 14% and the following very demanding descent ".

You pass through Piobbico, Bellaria, Acqualagna, Fermignano, Calmazzo, Fossombrone, Calcinelli, Saltara, Lucrezia, gpm in Mombaroccio, Pian di Dondola, Sant'Angelo in Lizzola, Bramante, Gallo, Trasanni, flying finish line in Urbino, Casinina, Mercatale, Lunano, Frontino, Carpegna.



giovedì 27 gennaio 2022

La bicicletta fa aumentare la potenza cerebrale

Secondo uno studio scientifico condotto da un team di ricerca statunitense l’attività aerobica come la bicicletta farebbe aumenterebbe la nostra potenza cerebrale. 

Lo studio ha rilevato che durante l’attività in bicicletta, il flusso di sangue nel cervello aumenterebbe del 28% e fino al 70% in alcune aree celebrali, ma anche dopo l’attività sportiva, in alcune aree del cervello si mantiene intorno al 40% anche dopo l’esercizio. 

L’aumento di flusso sanguigno al cervello è un fattore molto positivo perché potrebbe prevenire molto malattie del cervello. 

Per ottenere questi benefici si deve pedalare per 45-60 minuti, quattro volte alla settimana.



According to a scientific study conducted by a US research team, aerobic activity such as cycling would increase our brain power.

The study found that during cycling, the blood flow in the brain would increase by 28% and up to 70% in some brain areas, but even after sports, in some areas of the brain it remains around 40. % even after exercise.

The increase in blood flow to the brain is a very positive factor because it could prevent a lot of brain diseases.

To get these benefits, you have to cycle for 45-60 minutes, four times a week.

mercoledì 26 gennaio 2022

BIKE HOLIDAY FORMULA SUPERIOR 2022

 OFFERTA:

  • 7 notti (8 giorni) in Mezza Pensione: prima colazione e cena à la carte
  • Camera doppia rinnovata dotata di tutti i comfort e balcone vista mare
  • Welcome drink, presentazione dei bike tour e consegna della bike t-shirt Alexander
  • N° 5 uscite bike con guide esperte
  • N° 4 pranzi a buffet in hotel fino alle ore 15.00
  • N° 3 pranzi tipici con degustazioni
  • Acqua minerale e vino locale durante i pasti
  • Parcheggio privato incluso adiacente all’hotel con possibilità di ricarica per auto elettriche
  • Piscina e idromassaggio riscaldati
  • Sky Sport nella sala bar
  • Wi-fi gratuito in tutta la struttura
  • Transfer gratuito dalle stazioni di Cattolica e Rimini e dall’aeroporto di Rimini
  • Servizi “Superior All Inclusive”

 

A partire da € 686,00 a persona in camera doppia
Supplemento camera singola: da € 105,00 
Accompagnatore (non ciclista) sconto 10% (ad esclusione dei mesi di luglio e agosto)

-10% per prenotazioni entro il 31. 01. 2022



OFFER:

  • 7 nights (8 days) in half board: hearty breakfast and dinner à la carte
  • Renewed double room with all comfort and balcony with sea view
  • Welcome drink and presentation of the bike itineraries by the Bike Manager who is every day at your disposal
  • Delivery of the Alexander Hotel bike T-shirt
  • N° 5 bike tours per week with expert guides
  • N° 4 lunches in hotel
  • N° 3 typical lunches and tastings 
  • Mineral water and local wine at meals
  • Heated pool with hydro massage
  • Private parking
  • Free transfer service from Cattolica, Rimini or Pesaro railway station and from Rimini Airport
  • Sky Sport in the bar area
  • All services included in the superior package

From € 686,00 per person in double room
Single room supplement: from € 105,00
Accompanying guest (non cyclist ) – 10% discount (except in July and August)

-10% if you book your bike holiday before 31. 01. 2022


Your next bike holiday is starting NOW!

martedì 25 gennaio 2022

Tutta questione di aerodinamica

 Quando ci si muove all’interno di un fluido, sia esso un gas come l’aria o un liquido come l’acqua, si avverte un effetto resistente che si oppone al nostro moto. Provate a pensare, ad esempio, quando si prova a camminare con le gambe immerse in acqua. Lo stesso vale altresì nel caso in cui ci si muova sulla terra ferma, tuttavia, l’effetto resistente in questo caso è meno evidente, perlomeno a basse velocità. Difatti, la resistenza dell’aria durante una tranquilla camminata all’aria aperta è praticamente impossibile da percepire. Viceversa, l’effetto della stessa durante una rapida discesa in bicicletta è tutt’altro che trascurabile, motivo per cui molti ciclisti professionisti scelgono attivamente di perfezionare la loro postura durante la pedalata.

Per capire l’importanza della resistenza aerodinamica nel ciclismo vi basti pensare che dal 70% al 90% della potenza generata dalle gambe di un ciclista viene spesa per contrastare la resistenza aerodinamica! A tal proposito, l’efficacia di una corretta posizione aerodinamica è stata anche dimostrata – in modo decisamente pragmatico – dal ciclista Michael Guerra, il quale si è fatto riprendere in video in una posizione ribattezzata “superman” che è presto diventa virale su internet.

La resistenza aerodinamica, meglio conosciuta con il suo nome inglese di drag, è una forza che agisce su un corpo in moto all’interno di un fluido. In realtà lo stesso vale anche nel caso in cui il corpo sia fermo ed il fluido si muova, ma non complichiamo troppo le cose dal momento che ci stiamo concentrando su un’applicazione specifica. In qualità di forza, il drag tende a decelerare il ciclista e di conseguenza aumenta lo sforzo fisico necessario a mantenere la velocità costante o altresì ad aumentarla. Questa forza nasce dall’interazione fra il fluido e il corpo stesso, in particolare, tradizionalmente si identificano due componenti del drag: il form drag e lo skin friction drag. Come suggeriscono i termini, il primo è legato alla forma del corpo in movimento, mentre il secondo è legato alla viscosità del fluido.

Per capire il concetto in modo intuitivo immaginatevi una piastra sottile immersa in un flusso d’aria. Quando la piastra è perpendicolare al flusso, l’aria si schianta su di essa aumentando localmente la pressione e generando di conseguenza una forza che è principalmente legata “all’estensione della piastra”, ovvero alla sua area frontale. Al contrario, quando la piastra è parallela al flusso, l’aria tende a “trascinare” la piastra agendo di taglio.

Da un punto di vista più tecnico il drag si quantifica mediante un’equazione che potrebbe sembrare piuttosto complicata ad un primo sguardo, tuttavia, una volta compreso il ruolo dei singoli termini il fenomeno si “spiega praticamente da solo”.

Nell’equazione del drag ρ è la densità del fluido, V è la velocità indisturbata del fluido che nel nostro caso specifico è quella del ciclista, Cd è il drag coefficient (in italiano coefficiente di resistenza aerodinamica) e da ultimo A è l’area frontale del corpo in movimento. Come prima cosa si nota subito che il drag aumenta col quadrato della velocità e perciò il suo contributo diventa tanto più importante quanto più veloce ci si muove. Per questo motivo se state camminando in una giornata soleggiata e senza vento non vi accorgerete nemmeno di essere rallentati dall’aria che vi circonda, proprio come vi accennavamo ad inizio articolo. La seconda cosa interessante da notare è che il drag aumenta all’aumentare della densità del fluido. Perciò, considerando che la densità dell’aria è di circa 1.2 kg/m3 e che quella dell’acqua è di 1000 kg/m3, capite bene perché camminare in acqua sia molto più faticoso che sulla terra ferma!

Ad ogni modo, per un ciclista i parametri più importanti sono il drag coefficient e l’area frontale, in quanto questi possono essere ottimizzati assumendo una postura corretta. Riducendo l’area frontale si può ridurre l’effetto del form drag, cosa abbastanza intuitiva questa. Pensate ad esempio ad una vela: tanto più grande è la superficie e tanto maggiore sarà la forza generata dall’aria sulla barca. Meno semplice, invece, è comprendere il ruolo del drag coefficientQuesto termine sostanzialmente determina l’efficienza della forma aerodinamica di un corpo. Prendete ad esempio due semisfere con lo stesso raggio e quindi aventi la stessa area frontale, se la semisfera è rivolta contro l’aria che la impatta, il drag coefficient viene ridotto del 66 %. Per riassumere in modo semplice ciò che accade in questo caso, si può pensare che un corpo sia tanto più aerodinamico quanto più agevole viene reso il percorso dell’aria attorno ad esso.

Un interessante studio condotto da un team di ricercatori dal Belgio e Olanda ha quantificato l’efficienza aerodinamica di alcune posizioni assunte in bicicletta da ciclisti professionisti durante una ipotetica discesa. Lo studio è stato condotto mediante prove sperimentali in galleria del vento e simulazioni CFD (dall’inglese Computational Fluid Dynamics) al computer.

I risultati mostrano come le posizioni più accovacciate, ovvero quelle che tendono a ridurre l’area frontale, garantiscano risultati migliori. Inoltre, le posizioni in cui il corpo del ciclista “scherma” il sellino sembrano portare a condizioni aerodinamiche più favorevoli. Questo accade perché la zona del sellino risulta critica dal punto di vista aerodinamico. Difatti, se il flusso d’aria non viene “convogliato” in modo graduale verso il sellino della bici, si viene a formare una zona di ricircolo in cui l’aria tende a rimanere “bloccata” che va poi ad inficiare così l’aerodinamicità del sistema.



When we move inside a fluid, be it a gas such as air or a liquid such as water, there is a resistant effect that opposes our motion. Try to think, for example, when you try to walk with your legs immersed in water. The same is also true when moving on dry land, however, the resistant effect in this case is less evident, at least at low speeds. In fact, the air resistance during a quiet walk in the open air is practically impossible to perceive. Conversely, the effect of the same during a rapid descent on a bicycle is far from negligible, which is why many professional cyclists actively choose to perfect their posture while pedaling.

To understand the importance of aerodynamic drag in cycling, just think that 70% to 90% of the power generated by a cyclist's legs is spent on counteracting aerodynamic drag! In this regard, the effectiveness of a correct aerodynamic position was also demonstrated - in a decidedly pragmatic way - by cyclist Michael Guerra, who was filmed on video in a position renamed "superman" which soon went viral on the internet.

Aerodynamic drag, better known by its English name of drag, is a force that acts on a moving body within a fluid. In reality, the same is also true if the body is stationary and the fluid is moving, but let's not complicate things too much since we are focusing on a specific application. As a force, drag tends to decelerate the cyclist and consequently increases the physical effort necessary to maintain constant speed or even increase it. This force arises from the interaction between the fluid and the body itself, in particular, traditionally two components of drag are identified: form drag and skin friction drag. As the terms suggest, the former is related to the shape of the moving body, while the latter is related to the viscosity of the fluid.

To understand the concept intuitively, imagine a thin plate immersed in a flow of air. When the plate is perpendicular to the flow, the air crashes on it, locally increasing the pressure and consequently generating a force that is mainly linked to the "extension of the plate", or to its frontal area. On the contrary, when the plate is parallel to the flow, the air tends to "drag" the plate by cutting.

From a more technical point of view, drag is quantified by means of an equation that might seem rather complicated at first glance, however, once the role of the individual terms is understood, the phenomenon "practically explains itself".

D = \ frac {1} {2} \ rho v ^ {2} C_ {d} A

In the drag equation ρ is the density of the fluid, V is the undisturbed speed of the fluid which in our specific case is that of the cyclist, Cd is the drag coefficient (in Italian drag coefficient) and lastly A is the area front of the body in motion. First of all, you immediately notice that drag increases with the square of speed and therefore its contribution becomes all the more important the faster you move. For this reason, if you are walking on a sunny and windless day you will not even notice that you are slowed down by the air that surrounds you, just as we mentioned at the beginning of the article. The second interesting thing to note is that drag increases as the density of the fluid increases. Therefore, considering that the density of air is about 1.2 kg / m3 and that of water is 1000 kg / m3, you understand why walking in water is much more tiring than on dry land!

In any case, for a cyclist the most important parameters are the drag coefficient and the frontal area, as these can be optimized by assuming a correct posture. By reducing the front area you can reduce the effect of the form drag, which is quite intuitive. Think for example of a sail: the larger the surface, the greater the force generated by the air on the boat. Less simple, however, is to understand the role of the drag coefficient. This term basically determines the efficiency of the aerodynamic shape of a body. Take for example two hemispheres with the same radius and therefore having the same frontal area, if the hemisphere is turned against the air that impacts it, the drag coefficient is reduced by 66%. To summarize in a simple way what happens in this case, one can think that a body is all the more aerodynamic the easier the path of the air around it is made.

An interesting study conducted by a team of researchers from Belgium and the Netherlands quantified the aerodynamic efficiency of some positions taken on a bicycle by professional cyclists during a hypothetical descent. The study was conducted through experimental tests in the wind tunnel and CFD simulations (Computational Fluid Dynamics) on the computer.

The results show how the more squatting positions, i.e. those that tend to reduce the frontal area, guarantee better results. Furthermore, the positions in which the cyclist's body “fences” the seat seem to lead to more favorable aerodynamic conditions. This happens because the seat area is critical from an aerodynamic point of view. In fact, if the air flow is not "conveyed" gradually towards the saddle of the bike, a recirculation area is formed in which the air tends to remain "blocked" which then affects the aerodynamics. of the system.

lunedì 24 gennaio 2022

Alfonsina, in bicicletta oltre i limiti

 È una storia epica quella di Alfonsina Strada, densa di fatiche, sogni, miseria e soprattutto conquiste mai celebrate abbastanza. Simona Baldelli la ripercorre e incornicia in maniera sublime nel romanzo biografico Alfonsina e la strada (Sellerio), un libro in equilibrio tra verità e invenzione letteraria che va a ricostruire e cucire con amore i momenti salienti dell’esistenza di questa donna straordinaria, pioniera del ciclismo e non solo.

Quella di Alfonsina è una corsa verso l’emancipazione che inizia a fine Ottocento e arriva al suo culmine nel 1924, anno in cui “la corridora” partecipa al Giro d’Italia: senza squadra, senza soldi, senza validi mezzi tecnici, unica donna in un mondo a dire poco machista. Alfonsina non si arrende, pedala per più di tre mila seicento chilometri lungo la penisola realizzando un’impresa massacrante e inaudita, portandosi a casa la vittoria più grande: il riscatto sociale. Un traguardo importante per le donne di tutti i tempi che ha contribuito alla parificazione tra sport maschile e femminile, a cui oggi possiamo guardare con ammirazione più profonda grazie all’opera di Simona Baldelli.

Alfonsina Morini – questo il suo cognome da celibe – nasce nel 1891 a Castelfranco Emilia e trascorre la sua infanzia a Fossamarcia, non lontano da Bologna. Seconda di dieci fratelli, cresce tra zanzare e stenti in una famiglia di contadini, finché una notte di nascosto prende la bicicletta del padre e comincia a pedalare. Pedala e respira. Attraverso un gesto di disobbedienza inizia il suo cammino verso la realizzazione personale che procede sempre su due ruote e in salita, tra mille ostacoli.

Poco più che bambina lavora in sartoria, in pausa pranzo si allena e nel tempo libero va a vedere le corse. Comincia quindi a gareggiare e i suoi primi successi arrivano a Torino dove nel 1911 stabilisce il record mondiale di velocità femminile, raggiungendo i 37.192 chilometri orari. A Parigi “la regina della pedivella” – questo il suo soprannome – conquista il pubblico esibendosi nei velodromi. Qualche anno più tardi chiede di essere ammessa a importanti competizioni maschili: le sue imprese più celebri sono il Giro di Lombardia (1917 e 1918) e poi a trentatré anni il Giro d’Italia, un’esperienza che rimarrà nella storia. Dopo un momento felice, la fama di Alfonsina si spegne e per guadagnarsi da vivere è costretta a trasferirsi in Francia per lavorare nei circhi. Successivamente, con il suo secondo marito, apre una bottega di biciclette a Milano dove muore nel 1959.

La sfida portata avanti da Alfonsina non riguarda solo i limiti imposti dalla società ma anche quelli personali. Le cadute – fisiche e metaforiche – sono continue. Emblematica rimane quella avvenuta durante l’ottava tappa della corsa rosa in cui oltre a ferirsi si ritrova a terra con il manubrio rotto che sostituisce fortunosamente con un manico da scopa.

“Sono una ‘malata’ di sport – ci racconta Simona Baldelli – definirmi appassionata è dire poco. Lo sport mi prende testa e corpo perché credo sia la rappresentazione continua dell’essere umano che si confronta con i suoi limiti sia fisici che mentali, riuscendo spesso a superarli”. Eppure ciò che ha colpito maggiormente la scrittrice è la capacità immaginativa di Alfonsina: “Lei è nata senza alcun tipo di orizzonte: donna, povera, poco più che analfabeta, senza raccomandazioni o protezioni. Eppure è stata in grado di andare oltre questo perimetro disegnato dalla malasorte, rispondendo a un bisogno credo più del corpo che della testa.

A cavallo di una bicicletta tutto il corpo si è sentito felice e lei gli ha obbedito”. Sottolinea poi: “È molto facile scavalcare un limite quando si sa cosa andare a cercare oltre l’orizzonte ma questo non è il caso di Alfonsina Strada, perché in quella palude non c’era niente. Lei ha immaginato che si potesse andare in bicicletta, che si potessero fare gare, ha imparato lingue straniere pur avendo fatto solo due anni di scuola, è diventata una vedette internazionale, ha inventato un modo di stare in bici e persino un taglio di capelli prima di Coco Chanel, il taglio alla bebé! Certo, da donna era tutto mille volte più difficile ma lo sarebbe stato anche da uomo. Questo è l’aspetto che più mi affascina di lei e mi commuove “.

Alfonsina è coraggiosa, forte e caparbia ma attraverso il romanzo scritto da Baldelli ci addentriamo nel suo lato più sentimentale. Comprendiamo la solitudine e lo sconforto di una persona “semplice” che intraprende un grande e faticosissimo percorso verso la felicità, ostacolato da una sorte spesso avversa. Sentiamo la sua gioia quando si accende l’amore per Luigi Strada – l’uomo che sposandola le regala la speranza di un futuro migliore oltre a un cognome “magico” che segnerà per sempre il suo destino – e proviamo amarezza e rabbia vedendola piegata dagli eventi della vita, in particolare quando il marito finisce in manicomio.



Alfonsina Strada's story is an epic one, full of fatigue, dreams, misery and above all conquests never celebrated enough. Simona Baldelli retraces and frames her in a sublime way in the biographical novel Alfonsina e la strada (Sellerio), a book in balance between truth and literary invention that goes to reconstruct and sew with love the salient moments of the existence of this extraordinary woman, pioneer of cycling and more.

Alfonsina's is a race towards emancipation that begins at the end of the nineteenth century and reaches its peak in 1924, the year in which "the runner" participates in the Giro d'Italia: without a team, without money, without valid technical means, only woman in a world to say the least macho. Alfonsina does not give up, she rides for more than three thousand six hundred kilometers along the peninsula, carrying out a grueling and unprecedented feat, taking home the greatest victory: social redemption. An important milestone for women of all times that has contributed to the equalization between male and female sport, which today we can look forward to with deeper admiration thanks to the work of Simona Baldelli.

Alfonsina Morini - this is her celibate surname - was born in 1891 in Castelfranco Emilia and spent her childhood in Fossamarcia, not far from Bologna. She is the second of ten siblings, she grows up among mosquitoes and hardship in a peasant family, until one night she secretly takes her father's bicycle and begins to pedal. She pedals and breathes. Through a gesture of disobedience, she begins her journey towards personal fulfillment that always proceeds on two wheels and uphill, among a thousand obstacles.

Little more than a child, she works in a tailor's shop, during her lunch break she trains and in her spare time she goes to see racing. She then begins to compete and her first successes arrive in Turin where in 1911 she sets the world speed record for women, reaching 37,192 kilometers per hour. In Paris, “the queen of the crank arm” - this is her nickname - conquers the public by performing in the velodromes. A few years later she asks to be admitted to important men's competitions: her most famous feats are the Giro di Lombardia (1917 and 1918) and then at the age of thirty-three the Giro d'Italia, an experience that will remain in history. After a happy moment, Alfonsina's fame fades and to earn a living she is forced to move to France to work in circuses. Subsequently she, with her second husband, she opens a bicycle shop in Milan where she dies in 1959.

The challenge carried out by Alfonsina does not only concern the limits imposed by the company but also her personal ones. The falls - physical and metaphorical - are continuous. The one that occurred during the eighth stage of the pink race remains emblematic in which she not only injures herself and finds herself on the ground with a broken handlebar which she luckily replaces with a broomstick.

"I am a sports 'sick person' - Simona Baldelli tells us - to call myself passionate is an understatement. Sport takes my head and body because I believe it is the continuous representation of the human being confronted with his physical and mental limits, often managing to overcome them ". Yet what struck the writer the most was Alfonsina's imaginative capacity: “She was born without any kind of horizon: a woman, poor, little more than illiterate, without recommendations or protections. Yet she was able to go beyond this perimeter drawn by bad luck, responding to a need I think more of the body than of the head.

Riding a bicycle, her whole body felt happy and she obeyed him ”. She then underlines: "It is very easy to cross a limit when you know what to look for beyond the horizon but this is not the case with Alfonsina Strada, because there was nothing in that swamp. She imagined that you could ride a bicycle, that you could compete, she learned foreign languages ​​despite having only done two years of school, she became an international star, she invented a way to ride a bike and even a haircut before by Coco Chanel, the baby cut! Of course, as a woman it was all a thousand times more difficult but it would have been as well as a man. This is the aspect that most fascinates me about her and moves me ".

Alfonsina is courageous, strong and stubborn but through the novel written by Baldelli we enter the more sentimental side of her. We understand the loneliness and despair of a "simple" person who undertakes a great and very tiring path to happiness, hindered by an often adverse fate. We feel her joy when the love for Luigi Strada is ignited - the man who by marrying her gives her the hope of a better future as well as a "magical" surname that will forever mark her destiny - and we feel bitterness and anger seeing her bent by the life events, particularly when the husband ends up in an asylum.


sabato 22 gennaio 2022

Otto milioni di biciclette

 Romano Bracalini accompagna il lettore attraverso la società del Ventennio fascista, supportato dall'attenta lettura di documenti, testimonianze e soprattutto di giornali dell'epoca. Il suo racconto prende le mosse da come il fascismo mutò faccia al paese con un ambizioso programma di ristrutturazione: la bonifica delle paludi pontine, la costruzione di strade, autostrade, stazioni ferroviarie, porti, aeroporti, scuole, ospedali, acquedotti.

 Le città furono ampliate e nuovi centri urbani arricchirono la geografia.
 A Firenze vennero abbattuti interi rioni popolari definiti dal Duce un "pittoresco sudicio da affidarsi a Sua Maestà il piccone", come il quartiere di Santa Croce, e Milano vide sparire la fossa interna del Naviglio.
La velleità del regime di "fare ordine" e rendere l'Italia più efficiente ebbe ripercussioni anche sulla vita sociale, che ne fu condizionata in tutti gli aspetti, dalla dimensione lavorativa a quella scolastica e famigliare, dalla sfera sessuale, politico-culturale a quella dei divertimenti.
Così fiorivano le associazioni, si moltiplicavano le attività dei dopolavoro, si epurava la lingua dalle parole straniere, si premiavano le donne più prolifiche, madri dei "soldati di domani", mentre chi non procreava veniva ritenuto un traditore della patria e sul lavoro non faceva carriera, al pari dei celibi impenitenti, puniti con la "tassa sul celibato".



Romano Bracalini accompanies the reader through the society of the Fascist period, supported by the careful reading of documents, testimonies and above all newspapers of the time. His story starts from how fascism changed the face of the country with an ambitious restructuring program: the reclamation of the Pontine marshes, the construction of roads, highways, railway stations, ports, airports, schools, hospitals, aqueducts.

 Cities were enlarged and new urban centers enriched geography.
In Florence, entire popular districts were demolished, defined by the Duce as a "picturesque filth to be entrusted to His Majesty the pickaxe", like the district of Santa Croce, and Milan saw the internal ditch of the Naviglio disappear. The ambition of the regime to "bring order" and make Italy more efficient also had repercussions on social life, which was conditioned in all aspects, from the working dimension to the school and family, from the sexual, political-cultural sphere to that entertainment.
Thus associations flourished, after-work activities multiplied, the language was purged of foreign words, the most prolific women, mothers of the "soldiers of tomorrow" were rewarded, while those who did not procreate were considered a traitor to the homeland and did not work career, like unrepentant celibates, punished with the "celibacy tax".

venerdì 21 gennaio 2022

Everesting

 Per qualcuno è una follia, per altri una forma di sport estremo, una sfida contro se stessi per andare oltre i limiti. Si chiama Everesting: percorrere salite su salite in bicicletta fino a quando non si raggiungono 8.848 metri di salita, l’altezza del Monte Everest. Devi stare per due giorni in sella, fermandoti soltanto a dormire, mangiando mentre pedali, con i muscoli che s’infiammano, il fisico che chiede aiuto, la mente che resiste, il cuore che rimbomba.

 Il marchigiano Giacomo Pieri, detto Zico, l’ha già fatto per quattro volte e adesso la sua storia diventa un documentario realizzato dai videomaker fiorentini Tommaso Maionchi e Matteo Gazzarri. Zico ha scalato per quattro volte di seguito il monte Petrano, nell’Appennino umbro-marchigiano, in 113 ore diventando il primo ciclista al mondo a completare un quadruplo Everesting. A lui non importa vincere medaglie, ma entrare in contatto con se stesso, negli abissi dell’anima.

Al di là dell’Everesting nel seguire Zico e le persone che gli gravitano intorno scopriamo che questo modo di andare in bici, non è finalizzato solo allo sport, ma serve per qualcosa di più: una sfida che assume i contorni universali di una più profonda ricerca dentro la spiritualita umana e le connessioni tra mente, corpo, ambiente e natura. Le riprese del documentario sono finite ed è partita una campagna di crowdfunding per la parte del montaggio, postproduzione e colonna sonora.

«Il progetto attualmente èautoprodotto – spiegano Tommaso e Matteo -. Sono state realizzate circa quattro settimane di riprese audiovisive, nel 2019, contenenti la preparazione e lo svolgimento del progetto Everesting Unlimited di Giacomo Pieri, incluse una serie di interviste a medici, fisioterapisti e studiosi in esso coinvolti. Le successive fasi di lavorazione del progetto prevedono: la catalogazione e il montaggio del film; – la postproduzione sonora e visiva; mastering, traduzioni e sottotitoli; la distribuzione. Tali fasi saranno attivate in conseguenza delle risorse economiche via via reperite. Attualmente il progetto è stato accettato per un bando della Regione Marche denominato “Vedute di Insieme” ma i fondi verranno concessi solo se riusciremo a concludere il film e presentarlo entro la prima settimana di marzo». A questo link tutte le info sul documentario e la campagna di crowdfunding https://www.produzionidalbasso.com/project/limitless-pedalando-oltre-se-stessi



For some it is madness, for others a form of extreme sport, a challenge against oneself to go beyond the limits. It's called Everesting: cycling uphill after uphill until you reach 8,848 meters of ascent, the height of Mount Everest. You have to stay in the saddle for two days, stopping only to sleep, eating while pedaling, with your muscles inflamed, your body asking for help, your mind resisting, your heart booming.

 Giacomo Pieri, known as Zico, from Marche, has already done it four times and now his story becomes a documentary made by Florentine videomakers Tommaso Maionchi and Matteo Gazzarri. Zico climbed Mount Petrano four times in a row, in the Umbria-Marche Apennines, in 113 hours, becoming the first cyclist in the world to complete a quadruple Everesting. He doesn't care about winning medals, but getting in touch with himself, in the depths of the soul.

Beyond Everesting, in following Zico and the people who gravitate around him, we discover that this way of cycling is not only aimed at sport, but is used for something more: a challenge that takes on the universal contours of a deeper research into human spirituality and the connections between mind, body, environment and nature. The filming of the documentary is over and a crowdfunding campaign has started for the editing, post-production and soundtrack part.

«The project is currently self-produced - explain Tommaso and Matteo -. About four weeks of audiovisual footage were made in 2019, containing the preparation and development of Giacomo Pieri's Everesting Unlimited project, including a series of interviews with doctors, physiotherapists and scholars involved in it. The subsequent stages of the project include: cataloging and editing the film; - sound and visual post-production; mastering, translations and subtitles; the distribution. These phases will be activated as a result of the economic resources gradually found. Currently the project has been accepted for a call from the Marche Region called “Views of Together” but the funds will be granted only if we manage to finish the film and present it within the first week of March ». At this link all the info on the documentary and the crowdfunding campaign https://www.produzionidalbasso.com/project/limitless-pedalando-oltre-se-stessi/





giovedì 20 gennaio 2022

InBici Training Camp 2022

Non vediamo l'ora che arrivi il 14 aprile per poter pedalare nuovamente insieme ad InBici e al nostro amico Claudio Chiappucci.

In attesa di questo grande 2° training camp a Pasqua, riviviamo insieme i momenti più emozionanti della scorsa edizione.


We can't wait for April 14th to be able to ride again together with InBici and our friend Claudio Chiappucci.

Waiting for this great 2nd training camp at Easter, let's relive together the most exciting moments of the last edition.









mercoledì 19 gennaio 2022

Bike hunter


Daniel Marinello è un membro dei «Bike hunters», la squadra di recupero di biciclette elettriche rubate della compagnia olandese Van Moof, una dei leader nel panorama internazionale delle e-bike. Pagando poco meno di 350 euro si ha diritto a una copertura di tre anni contro i furti. Il cliente dovrà limitarsi a segnalare l’accaduto tramite l’app o il sito internet, e sporgere poi denuncia alla polizia, necessaria per avere copertura legale quando la bici verrà ritrovata. Il rilevamento delle coordinate geografiche avviene attraverso un chip integrato nel telaio, sincronizzato con un sistema di tracciamento LBS («location based services») e uno bluetooth, che permette alla bici di inviare la posizione in tempo reale. Una volta inoltrata una copia della denuncia a VanMoof, l’impresa contatta i bike hunters, i quali hanno due settimane di tempo per restituire il mezzo al legittimo proprietario. In totale sono 25, distribuiti nei vari punti vendita sparsi per il mondo: Londra, Parigi, Amsterdam e Berlino, ma anche New York, San Francisco e Tokyo.

Daniel è il responsabile del team tedesco. Dopo aver controllato la cartina, studiato le coordinate e sincronizzato il rilevatore, si mette sulle tracce di una bici rubata.

«È adrenalina. Un formicolio, quasi impercettibile, alla base del capo. Cominci a pedalare, e ti accorgi che ogni volta è uguale alla prima». Prima di iniziare la ricerca, Daniel regola l’altezza del sellino. Nonostante sia un cacciatore di bici rubate da quasi un lustro, i suoi occhi, sotto le folate incessanti dell’autunno berlinese, tradiscono un’impazienza da novizio.



Daniel Marinello is a member of the «Bike hunters», the recovery team of stolen electric bicycles of the Dutch company Van Moof, one of the leaders in the international e-bike scene. Paying just under 350 euros, he is entitled to a three-year coverage against theft. The customer will only have to report the incident via the app or the website, and then file a complaint with the police, which is necessary to have legal coverage when the bike is found. The detection of geographical coordinates takes place through a chip integrated in the frame, synchronized with a tracking system LBS ("location based services") and a bluetooth, which allows the bike to send the position in real time. Once a copy of the complaint has been forwarded to VanMoof, the company contacts the bike hunters, who have two weeks to return the vehicle to its rightful owner. In total there are 25, distributed in various points of sale around the world: London, Paris, Amsterdam and Berlin, but also New York, San Francisco and Tokyo.

Daniel is in charge of the German team. After checking the map, studying the coordinates and synchronizing the detector, he sets off on the trail of a stolen bike.

“It's adrenaline. An almost imperceptible tingling at the base of the head. You start pedaling, and you realize that every time it is the same as the first ». Before starting the search, Daniel adjusts the seat height. Despite being a hunter of stolen bikes for almost five years, his eyes, under the incessant gusts of Berlin autumn, betray the impatience of a novice.

martedì 18 gennaio 2022

18. 01. 2022

Guide: Sandro & Fabio

Partenza: 09.00
Km: 80
Dislivello: 451
Velocità: 24/26 Km/h 
Bike Tour: Pesaro - Urbino - Pesaro












lunedì 17 gennaio 2022

Italian Gravel Trophy

 In attesa della seconda grande edizione dell'Italian Gravel Trophy ripercorriamo i momenti più importanti che ci hanno fatto emozionare ed amare questa bellissima manifestazione.

Ci vediamo a settembre 2022!!!



Waiting for the second great edition of the Italian Gravel Trophy, we retrace the most important moments that made us move and love this beautiful event.

See you in September 2022 !!!







sabato 15 gennaio 2022

La mia bicicletta

Una cura regolare significa avere una bici sicura, sempre!

La bicicletta può portarci ovunque e per ottenere il massimo da ogni uscita è necessario mantenerla nelle migliori condizioni possibili.

Che siate abili meccanici o principianti, imparare ad aggiustare e fare la manutenzione della bicicletta a casa vi farà risparmiare tempo, energia e denaro. In più, è bello sapere che, anche a molti chilometri da casa, se malauguratamente doveste incappare in un guasto meccanico potrete risolvere il problema.

In questo libro vengono mostrate illustrazioni, che descrivono tutte le parti della bici, senza mani o altro a oscurare i dettagli. Vengono fornite istruzioni passo passo, che offrono una chiarezza senza precedenti. Grazie ad esse potrete conoscere al meglio ogni parte della vostra bicicletta.

Disegni tecnici e illustrazioni 3D mostrano come sono costruiti e come interagiscono tutti i componenti.

Con poche operazioni di routine potete avere la vostra bicicletta sempre al meglio delle prestazioni e della sicurezza.



Regular care means having a safe bike, always!

The bicycle can take us anywhere and to get the most out of every ride it is necessary to keep it in the best possible condition.

Whether you are a skilled mechanic or a beginner, learning to fix and maintain your bicycle at home will save you time, energy and money. In addition, it is nice to know that, even many kilometers from home, if you unfortunately run into a mechanical failure, you can solve the problem.

Illustrations are shown in this book, describing all parts of the bike, with no hands or anything else to obscure the details. Step-by-step instructions are provided, offering unprecedented clarity. Thanks to them you will be able to get to know every part of your bicycle to the fullest.

Technical drawings and 3D illustrations show how all the components are built and how they interact.

With a few routine operations you can always have your bicycle at its best in terms of performance and safety.

venerdì 14 gennaio 2022

Ohga

 Secondo l’ISTAT, circa 2 miliardi di persone al mondo si spostano in bici, ma durante il periodo invernale, soprattutto a causa del maltempo, scegliere questo mezzo di trasporto ogni giorno non è possibile. Così, la startup norvegese Frikar ha trovato una soluzione ecologica, per convincere i cittadini a non spostarsi in automobile anche nel periodo invernale e ridurre le emissioni di CO2 e ha realizzato un veicolo all’avanguardia, strutturato su quattro ruote, studiato per essere green e proteggere allo stesso tempo i ciclisti. 

Il punto forte di questo mezzo è infatti il tettuccio, costruito in materiale termoriscaldato, che evita al conducente di essere esposto a pioggia e freddo, ma offre anche una protezione in più in caso di incidenti. Sempre dai dati ISTAT emerge che ogni anno sono circa 1400 le vittime tra i ciclisti, soprattutto a causa dell’aumento delle bici elettriche, che viaggiano a velocità elevate. E proprio dopo aver subito un brutto incidente con la sua bicicletta, il direttore della start up, Sørensen, ha capito che fosse necessario trovare una soluzione innovativa.

Avete presente la macchina dei Flinstones, dove per azionarla bisognava correre con i propri piedi? Ecco, questo veicolo funziona quasi alla stessa maniera. Il movimento prodotto dalla pedalata non si riflette sulla catena della bicicletta, come in quelle tradizionali, ma fornisce la potenza necessaria a ben 3 motori elettrici.

Nei tratti pianeggianti la velocità massima è di 25 km/h, ma in discesa tocca anche i 60 km/h ed è possibile attivare la modalità “senza conducente”, durante la quale ci si muove a una velocità media di 6 km/h, la stessa di un pedone. Questo è possibile grazie anche a una batteria che permette di percorrere fino a 80 km con una sola carica. L’intera carrozzeria è dotata di luci, frecce direzionali e di catarifrangenti, per essere visibile anche di notte.

Proprio come un'automobile, questo veicolo è dotato di un sedile per il passeggero e un portabagagli e se, quando è in moto, ha una lunghezza di 2,3 metri e una larghezza di 84 cm, da fermo occupa molto meno spazio, poiché ha la possibilità di posizionarsi in verticale, così da essere parcheggiato senza difficoltà in un solo metro quadro. Oltre a offrire ogni comfort per poter viaggiare in totale sicurezza, questa bici ecologica è dotata anche di un filtro in grado di ripulire l'aria dallo smog.

Al momento si tratta di un prototipo, ma nel 2023 potrebbe entrare in commercio al costo di 5.000€. L’obiettivo della startup è di rendere alla portata di tutti un veicolo a impatto zero, che renda divertente, sicura e sostenibile l’esperienza di guidare in città. 



According to ISTAT, about 2 billion people in the world travel by bike, but during the winter, especially due to bad weather, it is not possible to choose this means of transport every day. Thus, the Norwegian startup Frikar has found an ecological solution, to convince citizens not to travel by car even in winter and to reduce CO2 emissions and has created a cutting-edge vehicle, structured on four wheels, designed to be green and protect cyclists at the same time.

The strong point of this vehicle is in fact the roof, built in thermo-heated material, which prevents the driver from being exposed to rain and cold, but also offers extra protection in case of accidents. Again from the ISTAT data it emerges that every year there are about 1400 victims among cyclists, mainly due to the increase in electric bikes, which travel at high speeds. And just after suffering a bad accident with his bicycle, the director of the start up, Sørensen, realized that an innovative solution was needed.

You know the Flintstones car, where to operate it you had to run with your feet? Here, this vehicle works almost the same way. The movement produced by pedaling is not reflected on the bicycle chain, as in traditional ones, but provides the necessary power for 3 electric motors.


On flat stretches the maximum speed is 25 km / h, but downhill it also reaches 60 km / h and it is possible to activate the "driverless" mode, during which you move at an average speed of 6 km / h, the same as a pawn. This is also possible thanks to a battery that allows you to travel up to 80 km on a single charge. The entire bodywork is equipped with lights, directional arrows and reflectors, to be visible even at night.

Just like a car, this vehicle is equipped with a passenger seat and a luggage rack and if, when in motion, it is 2.3 meters long and 84 cm wide, it takes up much less space when stationary. it can be positioned vertically, so that it can be parked without difficulty in just one square meter. In addition to offering every comfort to be able to travel in total safety, this ecological bike is also equipped with a filter capable of cleaning the air from smog.

At the moment it is a prototype, but in 2023 it could go on sale at a cost of € 5,000. The goal of the startup is to make a zero-impact vehicle affordable for everyone, which makes the experience of driving in the city fun, safe and sustainable.