Cycling & Blogging: welcome on your finish line on the Adriatic Coast!!! sei entrato nel Blog ufficiale dell'Alexander Bike Hotel di Gabicce Mare!

sabato 24 gennaio 2026

Io e la mia bicicletta

Come può una bicicletta entrare nella vita di una persona e non uscirne mai più? Come può trasformarsi in uno strumento capace di dare piacere e fatica, avventura e conoscenza, tutto nello stesso tempo?

Chi pedala lo sa: ogni corsa è un dialogo con se stessi, una danza tra mente e corpo, un viaggio fatto di pensieri, emozioni e sensazioni che prendono forma a ogni pedalata. Paul Fournel lo racconta come nessun altro: leggendo le sue parole, anche i ciclisti più irriducibili riconosceranno quel senso profondo di libertà e piacere che, fino a quel momento, avevano solo intuito.

Perché andare in bicicletta non è solo sport: è un’avventura erotica con la vita stessa. Il vento sulla faccia, la fatica che brucia e insieme rigenera, la strada che scorre sotto le ruote… tutto diventa esperienza, tutto diventa poesia.

Come dice Fournel:

«La bici è la via più corta verso il raddoppio di se stessi.
Due volte più veloci, due volte meno stanchi, due volte più vento in faccia».

E forse è proprio questo il segreto: in sella, scopriamo versioni di noi stessi che nemmeno sapevamo esistessero.

How can a bicycle enter someone’s life and never leave it? How can it become a tool of both pleasure and struggle, adventure and discovery?

Anyone who rides knows: every ride is a conversation with yourself, a dance between mind and body, a journey of thoughts and emotions that unfold with every pedal stroke. Paul Fournel captures this like no one else. Reading his words, even the most devoted cyclists will recognize that deep sense of freedom and joy they had always felt but never quite been able to put into words.

Riding isn’t just a sport—it’s a passionate, intimate adventure with life itself. The wind on your face, the burn of effort that invigorates you, the road flowing beneath your wheels… it all becomes experience, it all becomes poetry.

As Fournel says:

“The bicycle is the shortest route to doubling yourself.
Twice as fast, half as tired, twice the wind in your face.”

Perhaps that’s the secret: on a bike, we discover versions of ourselves we never knew existed.

giovedì 22 gennaio 2026

Quando le biciclette diventano grandi come auto: un esperimento che fa riflettere

 È una verità evidente ma spesso sottovalutata: le automobili occupano molto più spazio delle biciclette. Questo semplice fatto ha ispirato un esperimento curioso e provocatorio, capace di mostrare concretamente quanto spazio sprechiamo ogni giorno sulle strade delle nostre città 🚗➡️🚲

Nel settembre 2014, a Riga, un gruppo di attivisti del ciclismo ha deciso di trasformare un’idea in realtà durante il Car Free Day, la giornata internazionale dedicata alla mobilità sostenibile. Hanno costruito intorno alle loro biciclette delle strutture in bambù, ingombranti quanto una normale automobile.
Il risultato? Impossibile da ignorare.

Così equipaggiati, gli attivisti hanno pedalato per ore lungo le vie della città, attirando sguardi stupiti e creando un impatto visivo fortissimo. L’obiettivo era chiaro: dimostrare quanto sia illogico utilizzare mezzi enormi per trasportare, nella maggior parte dei casi, una sola persona. Un messaggio semplice ma potentissimo, reso ancora più efficace dalla sua messa in scena.

Il gruppo, conosciuto come Divertenis, ha raccontato che l’iniziativa ha aiutato molti cittadini a riflettere sul modo in cui viviamo le città e sugli spazi che scegliamo di occupare. Se questa prospettiva diventasse più condivisa, le strade potrebbero essere più libere, sicure e vivibili, con più piste ciclabili e meno traffico inutile.

Un’idea che cambia il punto di vista, invitandoci a immaginare città più leggere, a misura d’uomo e delle persone.





When Bikes Become as Big as Cars: An Eye-Opening Experiment

It’s an obvious truth, yet often overlooked: cars take up far more space than bicycles. This simple fact inspired a curious and provocative experiment that vividly demonstrates just how much space we waste on our streets every day 🚗➡️🚲

In September 2014, in Riga, a group of cycling activists decided to turn an idea into reality during Car Free Day, the international day promoting sustainable mobility. They built bamboo structures around their bikes, making them as large as regular cars.
The result? Impossible to ignore. 

Fully equipped, the activists rode for hours through the city streets, turning heads and creating a striking visual impact. The goal was clear: to show how illogical it is to use huge vehicles to transport, in most cases, just one person. A simple yet powerful message, made even stronger by the dramatic demonstration.

The group, known as Divertenis, reported that the initiative helped many citizens rethink how we live in cities and the space we choose to occupy. If this perspective were more widely shared, streets could become freer, safer, and more livable — with more bike lanes and less unnecessary traffic.

An idea that shifts our perspective, encouraging us to imagine lighter, human-scale cities

martedì 20 gennaio 2026

Come Tenere la Tua Bici Sempre Fluida con una Pulizia Semplice

 Mantenere la bici in perfetta forma parte da un’abitudine semplice: la pulizia regolare. Che tu pedali su una bici da strada elegante, una mountain bike resistente o la piccola bici del tuo bambino, pulire non deve essere complicato. Con pochi strumenti e un po’ di know-how, puoi far brillare la tua bici — e farla scorrere come nuova.

Ti stai chiedendo: come si fa una pulizia profonda? Posso usare il detersivo per i piatti? È sicuro spruzzarla con il tubo? Come fanno i professionisti? Questa guida ti spiega tutto.

Strumenti Essenziali per Pulire la Bici come un Pro

Prima di iniziare, prepara:

  • Acqua pulita

  • Due secchi (uno per il lavaggio, uno per il risciacquo)

  • Panni puliti o vecchie magliette

  • Pennelli di varie dimensioni, incluso uno spazzolino da denti vecchio

  • Detergente specifico per bici (noi usiamo Svitol)

  • Sgrassatore (noi usiamo Svitol)

  • Lubrificante per catena (wet o dry secondo le condizioni, noi usiamo Svitol)

  • Cavalletto bici, o alternativa improvvisata

Consigli:
Usa acqua a bassa pressione per non danneggiare i cuscinetti. Panni e vecchie magliette funzionano perfettamente per strofinare e asciugare. I detergenti specifici sono ideali per il telaio, ma anche il sapone delicato va bene. Lo sgrassatore è fondamentale per catena e componenti metallici. Dopo la pulizia, applica il lubrificante giusto: wet lube per pioggia, dry lube per giornate asciutte.

Guida Passo-Passo alla Pulizia Profonda

Step 1: Posiziona la bici
Usa un cavalletto o appendila per accedere facilmente a tutte le parti.

Step 2: Prepara i secchi
Uno con acqua e sapone per lavare, l’altro con acqua pulita per il risciacquo.

Step 3: Smonta le ruote
Rimuovi le ruote. Per mantenere la catena in tensione puoi usare un chain keeper o improvvisare con un cacciavite dietro i foderi.

Step 4: Pulisci la catena
Applica lo sgrassatore e gira le pedivelle all’indietro per coprire ogni maglia. Lascia agire 10–15 minuti e risciacqua delicatamente. Per lo sporco ostinato, strofina leggermente con spugna e acqua saponata.

Step 5: Pulizia della trasmissione
Spazzola corona, pulegge e pacco pignoni. Usa uno spazzolino per gli spazi stretti. Applica qualche goccia di sapone, strofina e risciacqua.

Step 6: Lava il telaio
Usa spugna e acqua saponata, dal davanti al dietro. Non dimenticare freni e pattini.

Step 7: Pulizia gomme e cerchi
Spazzola pneumatici, raggi e cerchi. Gira le ruote per raggiungere tutti i lati e pulire anche mozzi e raggi.

Step 8: Rimonta e lubrifica
Rimonta le ruote, controlla la trasmissione e asciuga con un panno morbido o lascia asciugare all’aria. Applica il lubrificante specifico senza esagerare per un funzionamento ottimale.

Una bici pulita non è solo più bella: scorre meglio, dura di più e rende la pedalata più efficace.




How to Keep Your Bike Running Smoothly with Simple Cleaning

Keeping your bike in top shape starts with one simple habit: regular cleaning. Whether you ride a sleek road bike, a rugged mountain bike, or your child’s tiny two-wheeler, cleaning doesn’t have to be complicated. With a few basic tools and some know-how, you can make your bike shine — and ride like new.

You might be wondering: How do I deep clean my bike? Can I use dish soap? Is it safe to hose it down? Or, how do the pros do it? This guide covers all that and more.

Essentials for Cleaning Your Bike Like a Pro

Before you start, gather these key items:

  • Clean water

  • Two buckets (one for washing, one for rinsing)

  • Clean rags or old T-shirts

  • Brushes of various sizes, including an old toothbrush

  • A bike-specific cleaner (we use Svitol)

  • Degreaser (we use Svitol)

  • Bike chain lubricant (wet or dry depending on conditions, we use Svitol)

  • A bike stand, or an improvised alternative

Tips:
Use gentle water pressure to avoid damaging bearings. Clean rags and old T-shirts work perfectly for scrubbing and drying. Bike-specific cleaners are ideal for frames, but mild dish soap works in a pinch. Degreaser is essential for chains and metal components. Finish by applying the right lubricant: wet lube for rainy rides, dry lube for dry weather.

Step-by-Step Deep Cleaning Guide

Step 1: Mount Your Bike
Use a bike stand or hang your bike by the saddle so all parts are easily accessible.

Step 2: Prepare Buckets
Fill one bucket with soapy water for washing, and the second with clean water for rinsing.

Step 3: Remove Wheels
Take off your wheels. For chain tension, a chain keeper helps, but you can improvise with a screwdriver behind the seat stays.

Step 4: Clean the Chain
Apply degreaser and rotate the cranks backward to coat every link. Let it sit 10–15 minutes, then rinse gently. Scrub stubborn grime lightly with soapy water.

Step 5: Tackle the Drivetrain
Clean chainrings, pulleys, and cassette with a stiff brush and toothbrush for tight spots. Apply a few drops of soap to remove grime, then rinse.

Step 6: Wash the Frame
Use a sponge and soapy water to clean the frame, from front to back. Don’t forget brake calipers and pads.

Step 7: Clean Tires and Rims
Scrub tires, spokes, and rims with a soft brush. Flip the wheels to reach all sides, making sure hubs and spokes are free of dirt.

Step 8: Reassemble and Lubricate
Reattach the wheels, check the drivetrain, and dry the bike with a soft cloth or let it air-dry. Apply a bike-specific chain lubricant — not too much — for smooth performance.

A clean bike is more than just visually appealing. It rides smoother, lasts longer, and performs better.


sabato 17 gennaio 2026

Tadej Pogacar: Unstoppable

 Tadej Pogačar non è un corridore come gli altri. Lo sloveno è un fenomeno sportivo irripetibile. A soli 26 anni ha già vinto quasi tutto ciò che il ciclismo può offrire — e lo ha fatto con una combinazione rara di audacia, eleganza e istinto offensivo che ha cambiato il modo di intendere le corse.

Questa biografia approfondita ripercorre l’ascesa fulminea di Pogačar fino ai vertici del ciclismo mondiale, raccontando le sue vittorie più importanti, le rivalità più accese e i momenti chiave che hanno segnato la sua carriera. Non si tratta solo di un elenco di successi, ma di un ritratto completo del carattere, della motivazione e delle straordinarie qualità tecniche che stanno dietro al suo dominio.

Firmato dal giornalista specializzato Andy McGrath, il libro segue lo sviluppo di un campione dalla versatilità unica: dalla vittoria al Tour de l’Avenir nel 2018 ai successi monumentali alla Liège–Bastogne–Liège, al Lombardia e al Giro delle Fiandre, fino alla stagione storica del 2024. In quell’anno Pogačar ha centrato la prestigiosa Tripla Corona del ciclismo, conquistando Giro d’Italia, Tour de France e Campionato del Mondo su strada nella stessa stagione. Il suo palmarès comprende anche quattro vittorie al Tour de France (2020, 2021, 2024 e 2025).

McGrath racconta come un bambino minuto, cresciuto in una piccola nazione montuosa come la Slovenia, si sia avvicinato al ciclismo, come il suo talento sia emerso in adolescenza e come sia stato coltivato dallo staff tecnico e dirigenziale dell’UAE Team Emirates–XRG. Attraverso le testimonianze di chi gli è vicino — compagni di squadra fidati, addetti ai lavori e persino avversari — emerge il ritratto di un campione difficile da arginare.

Ma non è solo ciò che Pogačar ha vinto a renderlo speciale: è soprattutto il modo in cui lo ha fatto. Il suo stile di corsa aggressivo, l’intelligenza tattica e il piacere evidente di stare in bici lo hanno reso uno dei corridori più amati dal pubblico. McGrath arriva al cuore del fenomeno “Pogi”, raccontando non solo il campione inarrestabile, ma anche il giovane uomo affascinante che si cela dietro una delle più grandi storie di successo del ciclismo moderno



Tadej Pogačar is not just another professional cyclist. The Slovenian is a once-in-a-generation sporting phenomenon. By the age of 26, he has already won almost everything the sport has to offer — and he has done so with a rare blend of audacity, elegance and attacking instinct that has redefined modern bike racing.

This in-depth biography traces Pogačar’s meteoric rise to the very top of elite cycling, revisiting his greatest victories, his most compelling rivalries and the defining moments that shaped his career. More than a list of results, it offers a portrait of the character, motivation and extraordinary skill set behind his dominance.

Written by experienced cycling journalist Andy McGrath, the book follows the evolution of a uniquely versatile champion — from his breakthrough victory at the Tour de l’Avenir in 2018 to landmark triumphs at Liège–Bastogne–Liège, Il Lombardia and the Tour of Flanders, culminating in a historic 2024 season. That year, Pogačar achieved the sport’s prestigious Triple Crown, winning the Giro d’Italia, the Tour de France and the UCI Road World Championships in the same season. His palmarès also includes an astonishing four Tour de France victories (2020, 2021, 2024 and 2025).

McGrath explores how a diminutive, soft-spoken child from a small, mountainous nation like Slovenia first discovered cycling, how his talent emerged during his teenage years and how it was nurtured by the coaches and management of UAE Team Emirates–XRG. Through insights from those closest to him — trusted teammates, staff and even fierce rivals — the book reveals what makes Pogačar so difficult to beat.

Yet it is not only what Pogačar has won that makes him special, but how he wins. His fearless attacking style, tactical intelligence and infectious joy on the bike have earned him a unique place in the hearts of fans worldwide. McGrath gets to the very core of the phenomenon known as “Pogi”, capturing both the unstoppable racer and the fascinating young man behind one of the greatest success stories in cycling history. 

giovedì 15 gennaio 2026

Portiere salvaciclisti obbligatorie per tutti? L’idea arriva dalla Germania

Nelle grandi città italiane qualcosa si sta muovendo sul fronte della mobilità sostenibile: crescono le associazioni ciclistiche, aumentano le richieste di piste ciclabili protette e la sicurezza stradale torna finalmente al centro del dibattito pubblico. Ma una spinta concreta potrebbe arrivare dall’estero, e in particolare dalla Germania.

Italia fanalino di coda sulla mobilità ciclabile
Quando si parla di biciclette, l’Italia resta — senza troppi giri di parole — uno dei Paesi più arretrati d’Europa. La cultura dell’auto domina ancora lo spazio pubblico e la strada è spesso percepita come territorio esclusivo dei veicoli a motore. In molti Paesi dell’Unione Europea, invece, la bici è un mezzo di uso quotidiano: si utilizza per accompagnare i figli a scuola, andare al lavoro, fare commissioni, anche nei mesi invernali.

È in questo contesto che dalla Germania arriva una proposta interessante: rendere obbligatorie le “portiere salvaciclisti” su tutte le nuove auto, un sistema di sicurezza pensato per ridurre uno degli incidenti più comuni e pericolosi per chi pedala.

Cosa sono le portiere salvaciclisti
Si tratta di un sistema ADAS in grado di rilevare l’arrivo di un ciclista, di una moto o di un’auto nel momento in cui qualcuno sta per aprire una portiera. L’avviso può essere sonoro, visivo oppure, nei sistemi più avanzati, includere il blocco temporaneo della portiera per evitare l’impatto.

Alcuni modelli di nuova generazione — come la recente Renault Clio 6 — offrono già questa tecnologia, ma al momento si tratta di casi isolati. L’idea tedesca è fare un passo in più: trasformare questa dotazione in uno standard obbligatorio.

La proposta nasce dall’ADFC, l’associazione nazionale dei ciclisti tedeschi. L’organizzazione è però chiara su un punto fondamentale: le portiere salvaciclisti non possono sostituire le infrastrutture. “Ben vengano questi sistemi — spiegano — ma servono comunque più piste ciclabili sicure e realmente separate dal traffico motorizzato”.

I numeri parlano chiaro. Solo a Berlino, nel 2024, si sono verificati 435 incidenti legati all’apertura delle portiere, mentre a Colonia i casi registrati sono stati 120. Non esiste una statistica europea unificata, ma episodi simili avvengono ogni giorno in moltissime città.

Le portiere salvaciclisti non risolveranno tutti i problemi della sicurezza stradale urbana, ma potrebbero ridurre in modo significativo un tipo di incidente spesso sottovalutato e potenzialmente gravissimo. Per chi si muove in bici, l’impatto con una portiera che si apre all’improvviso può causare cadute, traumi seri o peggio.

La domanda ora è semplice: l’Europa seguirà l’esempio tedesco? Se questa tecnologia diventasse obbligatoria, rappresenterebbe un piccolo ma concreto passo verso strade più sicure e più eque per tutti. E forse, anche in Italia, potrebbe contribuire a un necessario cambio di mentalità sulla mobilità.




Mandatory cyclist‑saving car doors? The idea comes from Germany

In major Italian cities, something is slowly changing when it comes to sustainable mobility: cycling associations are growing, demands for protected bike lanes are increasing, and road safety is finally back at the center of the debate. But a decisive push could come from abroad — and specifically from Germany.

Italy at the bottom of the ranking for cycling mobility
When it comes to bicycles, Italy remains — without mincing words — one of the most backward countries in Europe. Car culture still dominates public space, and the road is often perceived as the exclusive domain of motor vehicles. In many EU countries, on the other hand, bicycles are used daily: to take children to school, commute to work, run errands — even during the winter months.

It is in this context that an interesting proposal is emerging from Germany: making “cyclist‑saving car doors” mandatory on all new cars, a safety system designed to reduce one of the most common and dangerous accidents for people cycling.

What are cyclist‑saving car doors?
This is an ADAS safety system that detects the approach of a cyclist, motorcycle, or car when someone is about to open a door. The warning can be acoustic, visual, or — in more advanced systems — include a temporary mechanical lock of the door to prevent a collision.

Some next‑generation models — such as the new Renault Clio 6 — already offer this technology, but for now these are isolated cases. The German proposal aims to take a step further: turning this feature into a mandatory standard.

The proposal comes from the ADFC, the German Cyclists’ Association. The organization is clear on one key point, however: cyclist‑saving doors cannot replace proper infrastructure. “These systems are welcome,” they say, “but we still need more safe, physically separated bike lanes.”

The numbers speak for themselves. In Berlin alone, 435 door‑related accidents were recorded in 2024, while Cologne reported 120 cases. There is no unified European statistic, but similar incidents occur daily in cities across the continent.

Cyclist‑saving car doors will not solve all urban road safety issues, but they could significantly reduce a type of accident that is often underestimated and potentially very serious. For people riding a bike, hitting a suddenly opened car door can result in severe injuries — or worse.

The question now is simple: will Europe follow Germany’s lead? If this technology became mandatory, it would represent a small but concrete step toward safer, fairer streets for everyone. And perhaps, even in Italy, it could help shift long‑standing attitudes toward mobility.

mercoledì 14 gennaio 2026

Donne e mobilità: a Bologna il convegno su dati, politiche e criticità

 Fare rete, valorizzare le esperienze già in corso e costruire una visione condivisa capace di incidere sulle politiche future. Con questi obiettivi martedì 20 gennaio si terrà a Bologna il convegno “Donne e mobilità. Politiche per la parità, le professioni e l’innovazione”, un appuntamento che mette al centro un tema ancora troppo poco affrontato: il rapporto tra mobilità e genere.

L’iniziativa, in programma dalle 10 alle 17 presso lo Spazio Borsa – Auditorium Biagi, vedrà anche l’adesione della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB), da sempre impegnata nella promozione dei diritti, della sicurezza stradale e di una mobilità più equa e sostenibile. L’obiettivo finale è ambizioso: arrivare alla redazione di un documento condiviso che chieda a istituzioni, amministrazioni, aziende pubbliche e private, ministeri ed esperti di consolidare e rafforzare azioni concrete a favore della mobilità delle donne e della presenza femminile nei settori della mobilità.

Il convegno è promosso da Roma Servizi per la Mobilità, Isfort, TRT, Sipotra, Federmobilità, Asstra e Tper e sarà aperto dall’intervento del sindaco di Bologna Matteo Lepore. Non è un caso che l’evento si svolga proprio a Bologna: la città rappresenta da tempo un laboratorio nazionale per le politiche bike friendly e per un nuovo approccio allo spazio urbano. La “Città 30” non è solo una misura di limitazione del traffico, ma un cambio di paradigma che mette al centro pedoni, ciclisti e utenti vulnerabili della strada.

I temi al centro della giornata saranno due, strettamente intrecciati: la mobilità delle donne e le donne nella mobilità.
Come si muovono le donne? Quali sono le loro esigenze quotidiane? E in che modo i sistemi di trasporto rispondono — o non rispondono — a bisogni legati a sicurezza, accessibilità, cura e tempi di vita? Domande fondamentali per progettare servizi innovativi e spazi urbani più sicuri e inclusivi.

Accanto a questo, il convegno offrirà un’analisi dei dati sul lavoro femminile nel settore della mobilità: dalle aziende di trasporto alle agenzie, dalla pianificazione ai servizi pubblici e privati, fino agli ambiti della ricerca e della formazione. Un quadro necessario per comprendere quanto e come le donne siano presenti nei processi decisionali che plasmano le città di oggi e di domani.

La giornata si concluderà con una tavola rotonda dedicata alla messa a terra dei contenuti della Carta della mobilità delle donne, con l’obiettivo di trasformare analisi e proposte in impegni concreti.

Un appuntamento importante anche per chi si occupa di ciclabilità: perché una mobilità davvero sostenibile non può prescindere dall’equità di genere, dall’ascolto dei bisogni e dalla sicurezza di tutte e tutti.


Courtesy of FIAB 



Women and Mobility: Bologna hosts a conference on data, policies and challenges

The January 20 program

Building networks, valuing existing experiences and developing a shared vision capable of shaping future policies. These are the goals of the conference “Women and Mobility. Policies for Equality, Professions and Innovation”, which will take place in Bologna on Tuesday, January 20.

Scheduled from 10 a.m. to 5 p.m. at Spazio Borsa – Auditorium Biagi, the event will also see the participation of the Italian Federation for the Environment and Cycling (FIAB), which has long been committed to promoting road safety, sustainable mobility and equal rights. The ultimate aim is to draft a shared document calling on institutions, public and private companies, administrations, ministries and experts to strengthen concrete actions in support of women’s mobility and women working in the mobility sector.

The conference is promoted by Roma Servizi per la Mobilità, Isfort, TRT, Sipotra, Federmobilità, Asstra and Tper, and will open with an address by Bologna’s mayor Matteo Lepore. Bologna is no random choice: the city has long been a national benchmark for bike-friendly policies and innovative urban mobility strategies. The “City 30” initiative represents not only traffic calming, but a broader shift toward a model that prioritizes pedestrians, cyclists and vulnerable road users.

Two closely connected themes will be explored throughout the day: women’s mobility and women in mobility.
How do women move around cities? What are their daily needs? And how well do transport systems address issues such as safety, accessibility, care-related travel and time constraints? These questions are essential for designing innovative services and safer, more inclusive urban spaces.

The conference will also present data on women’s employment in the mobility sector, covering transport companies, agencies, planning, public and private services, as well as research and education. This analysis is key to understanding women’s role in the decision-making processes that shape today’s and tomorrow’s cities.

The day will conclude with a roundtable discussion focused on implementing the principles of the Women’s Mobility Charter, turning analysis and proposals into concrete commitments.

An important event for the cycling community as well: because truly sustainable mobility cannot exist without gender equity, inclusive planning and safe streets for everyone 🚲

martedì 13 gennaio 2026

𝙄𝙡 𝘾𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙙’𝙊𝙧𝙤 𝙙𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙎𝙦𝙪𝙖𝙡𝙞: 𝙩𝙤𝙧𝙣𝙖 𝙡𝙖 𝙨𝙤𝙡𝙞𝙙𝙖𝙧𝙞𝙚𝙩𝙖̀ 𝙘𝙤𝙣 𝙇𝙖 𝙋𝙧𝙞𝙢𝙖 𝘾𝙤𝙘𝙘𝙤𝙡𝙖 💛

 C’è una Granfondo che non è fatta solo di chilometri, dislivello e cronometro.

È la Granfondo Squali, che anche quest’anno rinnova il suo impegno solidale a sostegno de La Prima Coccola, l’associazione di volontariato che opera al fianco della Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Rimini.

Un lavoro silenzioso ma fondamentale, fatto di presenza, ascolto e supporto concreto, per ridurre le distanze — fisiche, psicologiche e di accesso alle migliori cure — tra l’ospedale e le famiglie che affrontano momenti tanto delicati quanto profondi.

Pedalare fa bene. Farlo insieme, ancora di più.

All’interno del Charity Program, il team della Granfondo Squali mette a disposizione 20 dorsali in griglia VIP al costo di 120 euro, con ricavato interamente devoluto a La Prima Coccola.

Un’opportunità speciale per chi ama il ciclismo e crede che la bici possa essere anche uno strumento di solidarietà.
Un’idea regalo di Natale diversa dal solito: autentica, concreta e carica di significato 🎄🎁

📩 Info e prenotazioni: info@granfondosquali.it

📅 Appuntamento

11ª Granfondo Squali
🗓 15–16–17 maggio 2026

Se la vivi una volta, vuoi viverla ancora.

Il ciclismo è fatica, sì. Ma è anche comunità, empatia e cuore.
E quando una manifestazione riesce a unire sport e solidarietà, ogni pedalata vale doppio.


Courtesy GF Squali 


The Golden Heart of the Squali: Solidarity Rides Again with La Prima Coccola 💛

There is a Granfondo that goes beyond kilometers, elevation gain, and the stopwatch.
It’s the Granfondo Squali, which once again renews its commitment to solidarity by supporting La Prima Coccola, the volunteer association that works alongside the Neonatal Intensive Care Unit of Rimini Hospital.

A precious and often quiet mission, built on presence, listening, and real support, aimed at reducing physical, emotional, and access barriers to the best possible care for families facing delicate and challenging moments.

Riding is good. Riding together is even better.

As part of the Charity Program, the Granfondo Squali team is offering 20 VIP grid start numbers at a cost of €120, with 100% of the proceeds donated to La Prima Coccola.

A special opportunity for those who love cycling and believe that a bike can also be a powerful tool for solidarity.
A unique and meaningful Christmas gift 🎄🎁

📩 Info & reservations: info@granfondosquali.it

📅 Save the date

11th Granfondo Squali 🗓 May 15–16–17, 2026

Once you experience it, you’ll want to live it again.

Cycling is effort, yes — but it’s also community, empathy, and heart.
And when an event manages to unite sport and solidarity, every pedal stroke truly counts double.

sabato 10 gennaio 2026

Storia di un maldestro in bicicletta

 Storia di un maldestro in bicicletta è il libro-testamento che Andrea Bizzotto ha scelto di lasciare al mondo — e soprattutto a sua figlia Giulia Grace — pubblicato solo pochi mesi prima della sua scomparsa. Un’opera intima e autentica, nata dalla consapevolezza del tempo che resta e dal desiderio di trasformarlo in parole che possano durare oltre la vita.

Il libro è strutturato in diciannove lettere, una per ogni anno della crescita di Giulia fino al raggiungimento della maggiore età. Diciannove tappe di un percorso fatto di amore incondizionato, fragilità, ironia e una profonda umanità. Bizzotto scrive da padre prima ancora che da autore, con uno stile semplice e diretto, lontano da qualsiasi retorica, proprio perché carico di verità.

«Desidero che Giulia non dimentichi mai che è la cosa più importante e preziosa che ho, e la persona che più amo. Sono così fiero di essere il suo papà. Non sono uno scrittore ma non sono analfabeta e questo libro rappresenta una piccola parte di quello che sono ed ero. Spero che un giorno potrà leggerlo e filtrare il buono dal meno buono. Ti amo Giulia Grace».

In meno di duecento pagine prende forma un lascito struggente e potentissimo: il racconto di un uomo costretto a confrontarsi con la propria fine, ma deciso a non lasciare che la disperazione abbia l’ultima parola. Tra riflessioni sulla vita, sull’amore, sulla paura e sul coraggio, il tempo scorre — giorni, mesi, anni — mentre la scrittura diventa un atto di resistenza e di cura.

La bicicletta, presenza discreta ma significativa, accompagna questo percorso come metafora di equilibrio precario, fatica e libertà. Essere “maldestro in bicicletta” significa accettare le cadute, rialzarsi, continuare a pedalare anche quando la strada si fa dura. Ed è forse proprio questo il messaggio più profondo che Bizzotto consegna a sua figlia — e a chi legge: vivere, nonostante tutto, con dignità, amore e consapevolezza.

Un libro che parla ai genitori, ai ciclisti e a chiunque abbia mai cercato un senso nel movimento, nel tempo che passa e nei legami che restano.




Storia di un maldestro in bicicletta (Story of a Clumsy Cyclist) is the book-testament Andrea Bizzotto chose to leave to the world — and above all to his daughter, Giulia Grace. Published just a few months before his death, it is an intimate and deeply authentic work, born from the awareness of limited time and from the desire to turn what remained into words meant to outlive him.

The book is structured as nineteen letters, one for each year of Giulia’s life until she reaches adulthood. Nineteen stages of a journey made of unconditional love, vulnerability, irony, and profound humanity. Bizzotto writes as a father first and only then as an author, with a simple, direct style, far removed from rhetoric — precisely because it is rooted in truth.

“I wish Giulia never forgets that she is the most important and precious thing I have, and the person I love the most. I am so proud to be her dad. I am not a writer, but I am not illiterate either, and this book represents a small part of who I am and who I was. I hope that one day she will read it and be able to filter the good from the less good. I love you, Giulia Grace.”

In fewer than two hundred pages, a powerful and heartbreaking legacy takes shape: the story of a man forced to face his own ending, yet determined not to let despair have the final word. Through reflections on life, love, fear, and courage, time flows on — days, months, years — while writing becomes an act of resistance and care.

The bicycle, a discreet yet meaningful presence, accompanies this journey as a metaphor for fragile balance, effort, and freedom. Being a “clumsy cyclist” means accepting falls, getting back up, and continuing to pedal even when the road becomes difficult. And perhaps this is the deepest message Bizzotto leaves to his daughter — and to all readers: to live, despite everything, with dignity, love, and awareness.

A book that speaks to parents, cyclists, and anyone who has ever searched for meaning in movement, in the passing of time, and in the bonds that endure.

giovedì 8 gennaio 2026

Bike Holiday 2026 – Inizia l’anno nel modo giusto, in sella alla tua bici! 𝗦𝗽𝗲𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 -𝟭𝟬% 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝟯𝟭. 𝟬𝟭. 𝟮𝟬𝟮𝟲!

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mercoledì 7 gennaio 2026

Velo-city torna in Italia: Rimini capitale mondiale della ciclabilità nel 2026

Dopo 35 anni, Velo-city torna in Italia e sarà Rimini ad ospitare il summit mondiale della ciclabilità dal 16 al 19 giugno 2026. A introdurre l’evento è stata Susanna Maggioni, vicepresidente FIAB e referente per il cicloturismo: “FIAB ha avuto un ruolo centrale. Il nostro impegno è garantire che tutti i contenuti e i contributi vengano diffusi. Rimini ha lavorato duramente per rigenerarsi”.

La conferenza attirerà esperti, amministratori pubblici e appassionati di bici da tutto il mondo. “Vogliamo non solo esperti internazionali, ma anche cittadini coinvolti e motivati per la mobilità ciclistica”, aggiunge Roberta Frisoni, Assessora al Turismo della Regione Emilia-Romagna.

Dalla Germania a Rimini: la storia di Velo-city

La prima Velo-city si tenne a Brema nel 1980, dando il via alla conferenza internazionale più importante sulla mobilità ciclistica. In Italia l’evento fu ospitato a Milano nel 1991. Negli anni Velo-city ha girato il mondo: Copenhagen, Bruxelles, Vancouver, Rio, Lisbona, Lubiana e molte altre città. Le prossime edizioni sono già confermate: Matsuyama (Giappone) nel 2027 e Ginevra (Svizzera) nel 2028.

Caroline Cerfontaine, direttrice della conferenza, annuncia: “Ci aspettiamo circa 1.600 partecipanti e oltre 100 espositori da 60 Paesi. Il 17 giugno si terrà anche una bike parade aperta a tutti per riempire le strade di Rimini di biciclette”.

L’impatto sul territorio

Eventi come Velo-city non sono solo per addetti ai lavori: lasciano infrastrutture durature. A Lipsia, sede del summit 2023, sono state inaugurate nuove ciclabili e strutture bike-friendly, a beneficio di cittadini e cicloturisti.

Agenda e temi principali

La community dei Velocitizen ha inviato 809 proposte per costruire il programma dell’evento. I principali temi saranno:

  • Built to Inspire – città progettate per il benessere dei cittadini

  • Cycling for Life – la bici come strumento di salute e prevenzione

  • Travel Reimagined – cicloturismo e nuove esperienze di viaggio

  • Multimodality – integrazione dei diversi mezzi di trasporto

Francesco Seneci, fondatore di NetMobility, ricorda: “Gli spazi urbani devono ascoltare chi li abita, perché a muoversi sono le persone, non le auto”.

Salute e cicloturismo

La bicicletta è anche prevenzione: secondo Federico Balestreri di ISDE, la mobilità ciclistica aiuta a ridurre la spesa sanitaria e a migliorare la qualità della vita a tutte le età. Il cicloturismo sarà un altro tema chiave: come spiega Silvia Livoni, il ciclista non si limita a pedalare, esplora, consuma cultura e servizi locali senza danneggiare il territorio.

Daniele Crotti sottolinea l’importanza dei dati: “Creiamo innovazione sociale e dialoghi con i decisori pubblici, ma senza numeri concreti è difficile ottenere risultati”. Cristina Fabrizio chiude ricordando la necessità di fare sistema tra territori per massimizzare l’impatto degli investimenti.

Velo-city 2026 sarà dunque un’occasione unica per parlare di ciclabilità, salute, mobilità sostenibile e cicloturismo, ma anche per riempire le strade di Rimini di bici e passione, dimostrando che la mobilità ciclistica può cambiare la vita delle persone e delle città.




Velo-city Returns to Italy: Rimini, the World Capital of Cycling in 2026

After 35 years, Velo-city is back in Italy, with Rimini hosting the global cycling summit from June 16 to 19, 2026. Susanna Maggioni, FIAB Vice President and cycling tourism coordinator, introduced the event: “FIAB has played a central role. Our mission is to ensure that all content and contributions are widely shared. Rimini has worked hard to regenerate itself.”

The conference will attract experts, public administrators, and cycling enthusiasts from around the world. “Our goal is not only to welcome international experts but also to engage local citizens passionate about cycling,” adds Roberta Frisoni, Regional Councillor for Tourism, Trade, and Sport.

From Germany to Rimini: The History of Velo-city

The first Velo-city was held in Bremen, Germany, in 1980, launching what would become the world’s leading international cycling conference. In Italy, it was hosted in Milan in 1991. Over the years, Velo-city has traveled worldwide: Copenhagen, Brussels, Vancouver, Rio, Lisbon, Ljubljana, and many more. Future editions are already confirmed: Matsuyama, Japan, in 2027 and Geneva, Switzerland, in 2028.

Caroline Cerfontaine, Director of the Velo-city Conference, says: “We expect around 1,600 participants and more than 100 exhibitors from 60 countries. On June 17, there will also be a bike parade open to everyone, filling the streets of Rimini with bicycles.”

Impact on the Territory

Velo-city is not just for professionals—it leaves a lasting impact. In Leipzig, host of the 2023 summit, new bike lanes and bike-friendly infrastructure were inaugurated, benefiting both residents and cycle tourists.

Agenda and Main Themes

The Velo-city community, the Velocitizens, submitted 809 proposals to shape the program. Key themes include:

  • Built to Inspire – cities designed for citizen well-being

  • Cycling for Life – promoting cycling for health and prevention

  • Travel Reimagined – cycle tourism and new sustainable travel experiences

  • Multimodality – integrating different modes of transport

Francesco Seneci, founder of NetMobility, notes: “Urban spaces must listen to the people who live in them, because it’s people who move, not cars.”

Health and Cycle Tourism

Cycling is also a tool for prevention. According to Federico Balestreri of ISDE, cycling can reduce healthcare costs and improve quality of life at all ages. Cycle tourism will be another central topic: as Silvia Livoni, Bike Destination Specialist, explains, cyclists explore, consume local culture and services, and leave no negative impact on the territory.

Daniele Crotti emphasizes the importance of data: “We create social innovation and engage policymakers, but without concrete numbers, achieving results is difficult.” Cristina Fabrizio concludes by highlighting the need for coordinated actions across territories to maximize the impact of investments.

Velo-city 2026 will be a unique opportunity to discuss cycling, health, sustainable mobility, and cycle tourism, while also filling the streets of Rimini with bikes and passion, showing how cycling can transform both lives and cities.

martedì 6 gennaio 2026

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